Cronaca

Cambia per scherzo il nome al suo Hotspot wifi chiamandolo “terrorista”: scatta l’allarme sull’aereo e intervengono due caccia israeliani

La scorsa domenica, su un volto Wizz Air decollato dall’Inghilterra e diretto a Tel Aviv, lo scherzo di un ragazzo ha fatto scattare l’allarme massimo sui cieli di Israele. Il giovane, infatti, avrebbe cambiato il nome al suo Hotspot wifi del cellulare in “terrorista”. Stando a quanto riferito dai media locali pare che il ragazzo volesse fare uno scherzo ai genitori. Una coppia di passeggeri, però, ha letto il nome sullo smartphone del ragazzo e ha subito allertato il personale di bordo temendo una reale minaccia terroristica.

Lo scherzo che ha fatto scattare l’allarme in volo

Dalla cabina dell’Airbus A321 è subito partito l’allarme per una possibile minaccia a bordo. Le autorità di controllo del traffico aereo hanno fatto scattare l’immediata procedura di emergenza informando la difesa aerea israeliana, che ha fatto alzare in volo due caccia dell’aviazione militare. All’aereo è stato negato l’avvicinamento all’aeroporto e il pilota è stato costretto a fare diversi giri al largo prima che i caccia potessero intercettarlo. Dopo diversi minuti il velivolo, con 220 passeggeri a bordo, è stato scortato fino a terra e fatto atterrare in una zona isolata dell’aeroporto Ben-Gurion.

Cambia per scherzo il nome al suo Hotspot wifi chiamandolo “terrorista”: scatta l’allarme sull’aereo e intervengono due caccia israeliani (Fonte Ansa) – Blitz Quotidiano

Dopo approfonditi controlli sull’aereo, sui bagagli e sui passeggeri, tutti con esito negativo, l’allarme è finalmente rientrato. Infine, si è scoperto che l’allarme aveva avuto origine dalla modifica del nome wifi dell’Hotspot di uno dei passeggeri. Si è trattato dunque di un “brutto scherzo”, come lo ha definito un portavoce dell’Autorità aeroportuale israeliana, che poi ha aggiunto: “A causa del comportamento sospetto a bordo dell’aereo, le forze di sicurezza hanno agito mettendo in atto le procedure previste per casi del genere. Quando l’aereo è atterrato si è constatato che non si era verificato alcun incidente reale”.

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Giuseppe Avico