(Foto Ansa)
Un pensionato britannico ha scoperto di possedere una fortuna nascosta in soffitta: una collezione di carte Pokémon che, dopo essere rimasta inutilizzata per 15 anni, è stata venduta all’asta per 1,56 milioni di sterline. Come riferisce la Bbc, la vendita, organizzata dalla casa d’aste Ewbank’s nel Surrey, ha stabilito il miglior risultato economico nella storia ultratrentennale della società e potrebbe rappresentare un record europeo nel settore.
La qualità dei pezzi ha sorpreso gli stessi esperti. “Quando abbiamo visto cosa possedesse, tutto in condizioni perfette, come nuovo, non riuscivamo a crederci”, ha raccontato James Spooner, responsabile del dipartimento dedicato alle carte collezionabili.
Tra i lotti più importanti figurava il Legendary Collection Complete Master Set, una raccolta completa che comprendeva anche una carta di Charizard conservata in condizioni quasi perfette. Inizialmente valutata tra 15mila e 20mila sterline, è stata aggiudicata per ben 100mila sterline, superando di gran lunga le aspettative.
Il risultato ha inoltre oltrepassato il precedente primato europeo, stabilito appena il 9 ottobre a Londra durante un’asta organizzata da Stanley Gibbons, che aveva raggiunto un totale di 872mila sterline per una collezione di carte Pokémon.
Il proprietario, un decoratore in pensione residente a Woking, ha preferito mantenere l’anonimato. Fino a poco tempo fa non immaginava che quelle carte potessero valere tanto. A fargli intuire la possibilità di avere tra le mani un piccolo tesoro è stata la notizia, letta sul giornale locale, della vendita di una singola carta per oltre 6mila sterline.
“So che si parla sempre di trovare tesori in soffitta, ma nel mio caso è letteralmente vero”, ha commentato l’uomo.
La collezione risale alla fine degli anni Novanta, quando suo figlio, ancora bambino, aveva iniziato a raccogliere e scambiare figurine Pokémon con i compagni di scuola. Il padre aveva deciso di conservarne alcune, intuendo che potessero rappresentare un investimento interessante.
“Pensavo che avessero un bell’aspetto e mi chiedevo se potessero essere un buon investimento”, ha spiegato. Il figlio aveva una propria raccolta, distinta da quella custodita dal padre. Una separazione che, a distanza di anni, si è rivelata particolarmente fortunata: “Sono contento che non abbia mai avuto modo di toccare queste”.