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Chi commette un fatto che integra un reato, ma in presenza di una possibile causa di giustificazione, non viene più automaticamente iscritto nel registro degli indagati. Al suo posto scatta una nuova procedura con un registro ad hoc, il cosiddetto modello 45-bis.
La novità è contenuta nel decreto sicurezza, approvato dal Consiglio dei ministri il 5 febbraio scorso e convertito definitivamente in legge dalla Camera ad aprile, a un giorno dalla scadenza prevista. Il provvedimento comprende 33 articoli e introduce misure contro la criminalità, soprattutto giovanile, nuove sanzioni per manifestazioni e cortei, norme su organici e tutele delle forze dell’ordine e interventi in materia di immigrazione.
Tra le disposizioni più discusse c’è lo “scudo” che riguarda non solo gli agenti delle forze dell’ordine, ma anche i cittadini. L’articolo 12 modifica l’articolo 335 del codice di procedura penale e istituisce il modello 45-bis, destinato ai casi in cui appare evidente la presenza di una causa di giustificazione, come la legittima difesa o l’uso legittimo delle armi.
In queste situazioni il pubblico ministero non procede all’iscrizione ordinaria nel registro degli indagati, ma effettua una “annotazione preliminare”. Se non sono necessari ulteriori accertamenti, la Procura deve valutare l’archiviazione entro trenta giorni.
Il nuovo meccanismo è stato applicato per la prima volta a Bologna nel caso della morte di Abderrahim Fakir, deceduto durante un intervento della polizia al Pilastro. La Procura ha aperto un procedimento nel modello 45-bis nei confronti delle persone coinvolte nelle diverse fasi dell’intervento.
Un precedente risale ai primi di luglio a Teramo, dove la Procura ha utilizzato la stessa procedura per un carabiniere alla guida di un suv di servizio coinvolto in uno scontro con uno scooter durante un inseguimento. Il militare non è stato iscritto per omicidio stradale nel registro degli indagati.