Cronaca

Ceuta, messaggi social per invadere di nuovo l’enclave il prossimo 15 agosto: dal Marocco e dalla Spagna nessuna conferma

Una serie di messaggi lanciati sui social network inviterebbero a organizzare un nuovo ingresso in massa di migranti a Ceuta il prossimo 15 agosto. Lo riferisce il media online spagnolo OkDiario, secondo cui decine di account riconducibili a utenti marocchini starebbero diffondendo messaggi rivolti soprattutto ai giovani con lo slogan: “Il 15 agosto 2026, quel giorno tutto avrà un senso”, invitando gli interessati a entrare in gruppi privati di WhatsApp per coordinare un nuovo tentativo di assalto della frontiera a Ceuta. Nessuna conferma però è arrivata da Madrid o da Rabat almeno per ora.

Rabat: “Avevamo avvertito la Spagna dell’invasione”

A proposito invece della scorsa invasione di Ceuta, il Marocco ha detto di aver avvertito la Spagna dei rischi migratori derivanti dalla recente sentenza della Corte Suprema spagnola. A dichiararlo anonimamente all’Afp è stato un alto funzionario marocchino, secondo cui le autorità marocchine avevano allertato Madrid del rischio della sentenza che stabiliva che l’espulsione immediata dei migranti era applicabile a chi arrivava via mare.

“Abbiamo spiegato che questa sentenza ci avrebbe creato un problema”. Le discussioni con la controparte spagnola, ha detto, sono iniziate intorno al 22-23 luglio, quando sui social si è diffusa la notizia della decisione. Il funzionario ha ribadito che non vi è stata alcuna negligenza da parte dell’apparato di sicurezza marocchino. “È semplicistico affermare che il Marocco avrebbe dovuto semplicemente usare la forza per fermarli. Ciò dimostra una totale mancanza di comprensione di questo fenomeno”, ha affermato, sostenendo che le forze dell’ordine non potevano affrontare un numero così elevato di persone. “Non è responsabilità esclusiva del Marocco gestire questo fenomeno”, ha insistito la fonte, affermando che il costo della gestione migratoria per il regno raggiunge circa 500 milioni di euro all’anno. Ha tuttavia affermato che Rabat e Madrid si sono comportate “come partner affidabili” e continuano a lavorare “in perfetto coordinamento” sulle questioni migratorie. “Oggi spetta alla Spagna trovare le risposte alle sfide poste da questa sentenza”.

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Lorenzo Briotti