(Foto Ansa)
Sognava un futuro migliore e ha perso la vita nel tentativo di raggiungere la Spagna a nuoto. Tra le decine di vittime della traversata dal Marocco verso l’enclave spagnola di Ceuta c’è anche Faten Ben Omar el Azizi, 20 anni, giovane promessa del calcio femminile marocchino, morta annegata durante il viaggio da Fnideq, l’ex Castillejos spagnola, all’exclave iberica. La sua storia è diventata uno dei simboli della crisi migratoria che, negli ultimi giorni, ha spinto oltre 60.000 persone ad attraversare la frontiera tra Marocco e Ceuta.
Secondo i media spagnoli, tra cui El Confidencial e Cadena Ser, Faten è una delle 72 vittime finora accertate dalle autorità spagnole, mentre le autorità marocchine hanno riferito di aver recuperato 11 cadaveri sulle proprie coste. Il corpo della giovane è stato identificato tra quelli ritrovati sul versante marocchino della frontiera.
La ventenne giocava nel Moghreb Atletico de Tetouan (MAT), storico club del calcio marocchino, che ha voluto ricordarla con un messaggio di cordoglio diffuso sui social. “Non cercava fama né avventura, ma una vita migliore e un futuro che credeva l’aspettasse dall’altro lato della frontiera. Il sogno di Faten è finito prima ancora di cominciare”, si legge nel comunicato. La società ha ricordato come la giovane calciatrice desiderasse aprire “una nuova porta” al proprio futuro, ma il suo viaggio “si è concluso prima di arrivare a destinazione, dopo aver perduto la vita nel tentativo di raggiungere la città di Ceuta”.
Il dramma della ragazza ha trovato eco anche nelle parole della madre. In un video pubblicato sui social dal quotidiano marocchino Al Ayoum 24, la donna ha denunciato la disperazione che spinge tanti giovani a tentare la traversata: “La gioventù è perduta, tutti vanno a rischiare la vita. Perché? Chi ha aperto la porta la prima volta? Perché l’hanno aperta per far morire i nostri figli?”.