(Foto Ansa)
Messina, città ferita. Il colpo di Ferragosto al museo regionale interdisciplinare – rubate quattro capolavori di Antonello, pittore siciliano del Quattrocento – ha suscitato “sconcerto e dispiacere”, come ha detto il sindaco di Messina, Federico Basile. E come ha detto il ministro della Cultura,Alessandro Giuli che proprio lo scorso febbraio, per conto del governo, aveva acquistato da Sotheby’s a New York un “ Ecce Homo” di Antonello da Messina per 14,9 milioni di dollari, destinandolo al Forte Spagnolo di L’Aquila. Duro il commento del governatore Renato Schifani:” È un atto criminale di eccezionale gravità e uno sfregio intollerabile al patrimonio culturale universale”. Il governatore ha prontamente avviato una ispezione interna “ per ricostruire ogni passaggio ed accertare eventuali responsabilità riconducibili all’operato del personale addetto alla custodia”.
Subito si è messa in moto la polemica politica: il Pd locale ha annunciato una interrogazione parlamentare e ha chiesto anche le dimissioni dell’assessore siciliano ai Beni Culturali, Francesco Paolo Scarpinato:” La sua incapacità gestionale è venuta fuori, ecco lo stato di precarietà in cui versa il patrimonio regionale”. L’assessore ha respinto con convinzione le accuse osservando:” In questi anni abbiamo lavorato incessantemente per tutelare e rendere fruibile l’eccezionale patrimonio culturale della Sicilia. Episodi come questo non fermeranno il lavoro di chi, ogni giorno, con sacrificio e abnegazione, è impegnato non solo a valorizzare i nostri beni culturali ma anche a ricoprire quelle tracce dell’antichità che il nostro territorio ancora custodisce”.
I ladri sono riusciti ad introdursi nelle sale eludendo i sistemi di allarme e le misure di sicurezza portando via sei opere di Antonello da Messina, capolavori della pittura rinascimentale siciliana: 5 tavole appartenenti al celebre “ Polittico di San Gregorio (1473)” e la tavoletta bifronte con la “ Madonna col bambino e il Cristo in Pietà (1465-1470)”. Quest’ultima tavoletta è stata asportata direttamente dall’interno di una teca blindata. Due tavole del Polittico sono poi state ritrovate abbandonate sul muretto esterno lungo Viale della Libertà e notate da alcuni passanti.
Messina, un altro museo senza pace. L’ipotesi di un raid su commissione ha richiamato alla mente il furto avvenuto lo scorso 23 marzo a Traversetolo di Parma quando furono rubate 3 opere di Matisse, Cezanne, e Renoir. Il colpo alla Fondazione Magnani Rocca aveva un valore di oltre 9 milioni. I 3 dipinti sono stati ritrovati la scorsa settimana e 5 persone sono state indagate. Le modalità del furto di Messina, avvenuto durante la processione mariana della Vara ( il carro votivo della Madonna dell’Assunta portato in giro per le strade della città), sono al vaglio della Procura. I tre ladri sarebbero entrati da una porta secondaria piegando una delle spalle che rescindono l’area del Museo. La stessa cosa avvenuta a Parma. Si indaga sui mercanti d’arte.