Un sacchetto di cozze (foto ANSA) - Blitz quotidiano
L’aumento rapido dei casi di epatite A nel Sud Italia ha attirato l’attenzione delle autorità sanitarie e della Procura di Napoli. Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, solo nel mese di marzo sono stati segnalati 160 casi di infezione, di cui 110 in Campania. La diffusione dell’infezione riguarda soprattutto consumatori di frutti di mare crudi e ha generato una crescente preoccupazione nelle regioni colpite.
Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha sottolineato l’importanza di fronteggiare l’emergenza evitando il consumo di frutti di mare crudi, mentre la cottura completa dei prodotti resta sicura. Parallelamente, il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha assicurato che la situazione nella regione è sotto controllo e che tutti i lotti di frutti di mare sono tracciati attentamente per prevenire ulteriori contagi. Anche in Toscana, un caso segnalato tra gli studenti di una scuola di Grosseto ha portato all’attivazione di procedure di prevenzione e raccomandazioni di vaccinazione per studenti e personale scolastico.
Le autorità ipotizzano che la causa dell’epidemia possa essere una partita di cozze contaminate importate dall’estero, eventualmente mescolata con prodotto locale. Sotto inchiesta, contro ignoti, c’è il reato di commercio e detenzione di alimenti pericolosi per la salute. I carabinieri del NAS stanno effettuando controlli a tappeto, sequestrando circa 50 chili di frutti di mare e prelevando campioni per analisi.
Gli accertamenti riguardano anche possibili scarichi fognari lungo il litorale campano e le vendite di cozze provenienti da Bacoli (Napoli) nella zona di Terracina, dove sarebbero stati registrati alcuni casi di infezione. L’indagine punta a identificare con precisione la filiera contaminata, compresi i prodotti importati dall’estero e mischiati con quelli nostrani.
L’Istituto Superiore di Sanità ricorda alcune regole base per prevenire l’epatite A. Lavaggio frequente delle mani, cottura completa degli alimenti, pulizia di frutta e verdura e attenzione alla gestione degli scarichi fognari sono le principali precauzioni da adottare.
Inoltre, la vaccinazione rimane uno strumento efficace: consigliata a viaggiatori verso aree a rischio, portatori di epatite cronica, contatti di casi confermati e persone con rapporti sessuali a rischio. Il vaccino può prevenire anche i casi secondari se somministrato entro 15 giorni dall’esposizione.
La crisi in Campania e Lazio evidenzia la necessità di un controllo rigoroso sulla filiera dei frutti di mare. Autorità sanitarie e forze dell’ordine continuano a monitorare i lotti commercializzati, assicurando che prodotti contaminati non raggiungano il consumatore finale. La sorveglianza riguarda anche le regioni limitrofe, con l’obiettivo di contenere eventuali focolai futuri. La collaborazione tra istituzioni, scuole, ristoratori e cittadini è fondamentale per ridurre il rischio di diffusione dell’epatite A e garantire la sicurezza alimentare.