Cronaca

Cos’è il temporale di fuoco, il raro fenomeno che alimenta gli incendi e perché ora preoccupa anche l’Europa

L’ondata di caldo estremo e la siccità che stanno colpendo l’Europa hanno favorito la comparsa di un fenomeno meteorologico tanto raro quanto pericoloso: il cosiddetto temporale di fuoco. Per la prima volta è stato registrato in Francia, dove un devastante incendio nella regione della Gironda, nei pressi di Bordeaux, ha generato una gigantesca colonna di fumo capace di trasformarsi in una vera e propria tempesta. A differenza dei temporali tradizionali, questo fenomeno non porta pioggia ma produce fulmini che possono colpire il terreno e innescare nuovi incendi, aggravando ulteriormente l’emergenza.

Dal punto di vista scientifico si tratta di un pirocumulonembo, noto anche come pyroCb, una nube che nasce direttamente dall’energia sviluppata dalle fiamme. Il fenomeno era già stato osservato in Australia e Nord America durante incendi di eccezionale intensità, mentre in Europa era stato documentato soltanto in Portogallo. Secondo la Federazione nazionale dei vigili del fuoco francesi, quello registrato nella Gironda rappresenta il primo caso ufficiale nel Paese.

L’incendio che ha dato origine al temporale di fuoco ha devastato oltre 420 chilometri quadrati di foreste e vegetazione, coinvolgendo più di 240 abitazioni e costringendo circa 220 mila persone a lasciare le proprie case. La prefetta Sophie Brocas ha definito il fenomeno “senza precedenti” e “imprevedibile”, spiegando che il fuoco finisce per creare un proprio sistema meteorologico, rendendo ancora più difficile il lavoro delle squadre di soccorso.

Come si forma un pirocumulonembo e quali sono i rischi

Il temporale di fuoco nasce quando enormi quantità di aria calda, fumo e umidità vengono spinte rapidamente verso l’alto dall’intensità dell’incendio. Durante la salita l’aria si raffredda e il vapore acqueo si condensa attorno alle particelle di cenere. A quote elevate le goccioline si trasformano in cristalli di ghiaccio che, urtandosi tra loro, producono cariche elettriche e fulmini, proprio come avviene in un normale temporale.

Queste nubi possono raggiungere anche i 10-15 chilometri di altezza, arrivando perfino nella stratosfera. Una volta formatesi, modificano il comportamento dell’incendio: le correnti ascensionali attirano nuovi venti verso le fiamme, mentre quelle discendenti spingono raffiche violente verso il suolo, favorendo l’espansione del rogo. Gli incendi possono così cambiare improvvisamente direzione, dividersi in più fronti o avanzare molto più rapidamente del previsto.

Secondo il meteorologo Theodore M. Giannaros dell’Osservatorio Nazionale di Atene, il pirocumulonembo diventa un sistema meteorologico autonomo che rende estremamente complessa la previsione dell’evoluzione dell’incendio. Questo aumenta i rischi per i vigili del fuoco, che possono ritrovarsi circondati dalle fiamme, e rende più difficili le operazioni di evacuazione delle popolazioni coinvolte.

Cambiamenti climatici e incendi estremi: un fenomeno destinato a crescere

Gli esperti collegano la comparsa sempre più frequente dei temporali di fuoco ai cambiamenti climatici. Secondo il Servizio europeo Copernicus e l’Organizzazione meteorologica mondiale, l’Europa si sta riscaldando a una velocità doppia rispetto alla media globale dagli anni Ottanta. Le ondate di calore sempre più intense, unite alla prolungata siccità, stanno trasformando vaste aree boschive in un enorme serbatoio di materiale altamente infiammabile.

Le conseguenze sono già evidenti. Gli incendi che stanno interessando Francia e Spagna hanno provocato danni enormi agli ecosistemi, mettendo a rischio numerose specie animali e distruggendo migliaia di ettari di foreste. In Spagna, inoltre, la superficie bruciata dall’inizio dell’anno è già molte volte superiore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre centinaia di migliaia di persone sono state costrette a evacuare le proprie abitazioni in una delle più vaste operazioni di emergenza registrate in Europa negli ultimi decenni.

Gli specialisti avvertono che, con l’aumento delle temperature medie, episodi come il temporale di fuoco potrebbero diventare meno eccezionali anche nel continente europeo. Per questo motivo cresce la richiesta di rafforzare le politiche di adattamento ai cambiamenti climatici, investire nella prevenzione degli incendi e potenziare uomini e mezzi dei servizi antincendio, riducendo così i rischi per l’ambiente, l’economia e la sicurezza delle comunità.

Published by
Filippo Limoncelli