Cronaca

Crans-Montana, i video smentiscono la titolare Jessica Moretti. La prima a scappare

Ha impiegato un minuto a scappare, lasciandosi alle spalle l’inferno del suo Constellation. È su Jessica Moretti che si è concentrata l’attenzione delle parti civili, nell’inchiesta sulla strage di Capodanno, che martedì hanno potuto esaminare le registrazioni delle 14 videocamere di sorveglianza interne al discobar di Crans-Montana, nei minuti in cui è divampato l’incendio dove sono morte 41 persone e 115 sono rimaste ferite.

Le registrazioni di 14 telecamere

Nella sequenza, montata dagli investigatori, risulta infatti che la proprietaria del locale prima organizza il corteo di bottiglie di Champagne con le candele pirotecniche, accendendone una assieme ai suoi dipendenti, poi è tra le prime a scappare dal Constellation dopo l’innesco dell’incendio.

Crans-Montana, i video smentiscono la titolare Jessica Moretti. La prima a scappare (foto Ansa-Blitzquotidiano)

Gli orari lo confermano: alle 1:28:01 del primo gennaio, un minuto dopo l’accensione delle prime fiamme sul soffitto del locale (avvenuta qualche secondo prima delle 1:27), la donna compare nella veranda del Constellation, al piano terreno, incrociando un suo collaboratore, con cui scambia qualche parola e poi scappa.

Sono immagini che “segnano un passaggio cruciale nelle indagini e confermano i dubbi già emersi sulla veridicità della ricostruzione offerta da Jessica Moretti nel corso delle sue audizioni”, commenta l’avvocato Fabrizio Ventimiglia, legale della famiglia di una ragazza rimasta ferita.

Candele pirotecniche sulle bottiglie di Champagne

Pochi istanti prima della sua fuga, l’imprenditrice compare infatti nell’interrato, mentre distribuisce le bottiglie di Champagne con le candele pirotecniche ai suoi dipendenti e sembra dare le indicazioni per organizzare il “corteo” che dovrà servire ai tavoli il vino.

Una di queste bottiglie, portata dalla cameriera Cyanne Panine, seduta sulle spalle di un collega, è la causa delle fiamme sul soffito, da cui si è scatenata la tragedia.

La stessa Jessica – si vede chiaramente – partecipa alla sfilata, con una maschera sul viso: una mano regge lo Champagne e l’altra il telefono cellulare. La donna, indagata assieme al marito Jacques per incendio, lesioni e omicidio colposi, ha sempre preso le distanze da quel modo di servire le costose bottiglie, sostenendo che fosse un’iniziativa dei dipendenti.

“Dai video emerge una dinamica molto chiara – racconta ancora Ventimiglia – che contrasta con quanto dichiarato da Jessica Moretti sia con riferimento al momento dell’innesco dell’incendio sia con riferimento ai momenti immediatamente successivi”.

L’inchiesta

Gli indagati sono complessivamente 13, di cui 11 sono funzionari o amministratori comunali. Nei prossimi giorni l’avvocato ginevrino Romain Jordan depositerà a Sion, a nome del Governo italiano, la richiesta di costituzione di parte civile annunciata dalla premier Giorgia Meloni.

I coniugi Moretti risultano anche indagati dalla procura di Roma che rimane in attesa delle carte dell’inchiesta svizzera, nell’ambito di un protocollo di ‘collaborazione rafforzata’ che il procuratore Francesco Lo Voi ha concordato con la procuratrice generale del Cantone Vallese Beatrice Pilloud.

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Amedeo Vinciguerra