(Foto Ansa)
La Svizzera tira dritto sulle fatture sanitarie per i feriti del rogo di Crans-Montana, aprendo un fronte diplomatico con l’Italia. In una nota ufficiale, l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (Ufas) ribadisce che “le disposizioni sull’assistenza reciproca internazionale in materia di prestazioni si applicano anche alle vittime del rogo”. A confermarlo, davanti alle telecamere della Rsi, è stata la direttrice Doris Bianchi: “Mi spiace per le fatture mandate per sbaglio alle famiglie italiane, ma gli accordi europei vanno rispettati: mi attendo che il ministero della Salute italiano paghi le spese dei ragazzi ricoverati negli ospedali svizzeri”. E ancora: “Il vostro ministero della Salute mandi le spese di ricovero dei pazienti svizzeri in Italia”.
La risposta italiana è durissima. L’ambasciatore a Berna, Gian Lorenzo Cornado, replica: “Se questi sono gli accordi, allora l’Italia rinuncia ad avvalersene: non fattureremo le spese dei due ragazzi svizzeri ricoverati da noi e ci aspettiamo che Berna faccia lo stesso”. Una posizione già espressa nei giorni precedenti: “Non pagheremo né ora, né mai queste fatture. Qualora arrivassero al ministero della Salute l’Italia le rimanderà indietro”. E aggiunge: “Pretendiamo reciprocità e non c’è nulla da negoziare”.
Secondo Cornado, il meccanismo previsto dalle convenzioni europee — che consente alle assicurazioni di rivalersi sugli Stati — “non può essere applicato” in questo caso, anche per la “responsabilità morale” delle autorità locali svizzere e per “le spese già sostenute dall’Italia”. Sulle famiglie, però, rassicura: “Nel modo più assoluto, le famiglie non dovranno pagare nulla. È certo al 100%”.
Intanto cresce l’amarezza tra i parenti dei feriti. Umberto Marcucci, padre di un ragazzo coinvolto, racconta: “A me è arrivata una richiesta di spese mediche che è il triplo degli altri: 68.000 franchi. Secondo me vanno messe in sospensione fino all’esito del processo, perché se poi emergono delle responsabilità del Cantone o del Comune di Crans per cui sono loro i responsabili di tutti quanti i danni che hanno subito i ragazzi, allora le dovranno pagare loro. Non vedo perché lo Stato italiano dovrebbe pagarle e poi andare a richiedere i soldi, una follia”. E conclude: “Non mi sembra che si tratti di una vicenda ordinaria”.