Cronaca

Crans-Montana, Moretti interrogato per 10 ore: “Non ho colpe, ho fatto tutto quello che dovevo fare. Anche io sono una vittima”

Jacques Moretti, il proprietario del locale “Le Constellation”, teatro della strage di Crans-Montana, nella giornata di ieri ha sostenuto un interrogatorio di circa 10 ore rispondendo alle domande dei magistrati e degli avvocati: “Non ho colpe, sulla sicurezza ho fatto tutto quello che dovevo fare”, si è difeso Moretti, scaricando le responsabilità sul Comune, che non avrebbe vigilato abbastanza, sui dipendenti, che portavano champagne e fuochi d’artificio al tavolo, e infine perfino sui fornitori dei pannelli infiammabili. “Anche noi siamo vittime di quello che è successo. Certo, non vittime sullo stesso piano dei morti e feriti, ma soffriamo profondamente anche noi”, ha aggiunto Moretti.

A Sion, per la seconda volta come indagato, Moretti si è trovato davanti alla procuratrice generale aggiunta del Cantone del Vallese Catherine Seppey e agli avvocati delle famiglie delle vittime. “Ha risposto a tutte le domande, ma in molti casi non ci ha convinto”, ha dichiarato uno dei legali”.

“I controlli erano andati bene”

“Non potevo immaginare… tutti i controlli erano andati bene”, ha sottolineato Moretti durante l’interrogatorio. Riguardo invece alle candele scintillanti portate in sala dalle cameriere sulle spalle dei colleghi, il proprietario del locale ha spiegato: “Era una cosa che faceva lo staff, non era una mia iniziativa ma non l’ho mai nemmeno proibito”. Sui pannelli del soffitto, finiti nel mirino della Procura, Moretti ha riferito: “La schiuma l’ho comprata, ma nessuno mi aveva detto che era infiammabile. Nei controlli fatti nessuno ha avuto da ridire su quei pannelli”.

Riguardo alla sedia che ostruiva l’uscita di sicurezza, Moretti ha detto: “L’ha messa un cliente il giorno prima”. L’interrogatorio di Moretti proseguirà in data da definire: “In carcere non mangio e non dormo, sono stanchissimo. Non me la sento di proseguire domattina”, ha dichiarato il proprietario del locale. L’uomo ha infatti ottenuto di rimandare la fine dell’interrogatorio, lasciando che oggi sia la moglie Jessica a rispondere ai giudici.

Crans-Montana, Moretti interrogato per 10 ore: “Non ho colpe, ho fatto tutto quello che dovevo fare. Anche io sono una vittima” (Fonte Ansa) – Blitz Quotidiano

Nei giorni scorsi si era parlato di un altro elemento chiave dell’inchiesta, ovvero l’ipotesi di una fuga all’estero da parte di Jacques e Jessica Moretti. Sull’argomento, il quotidiano tedesco Bild ha riportato una lettera inviata alla Procura del Canton Vallese dall’avvocato della parte civile Nina Fournier. Nella lettera Fournier afferma di aver appreso che la coppia, dopo la strage, avrebbe avuto “contatti con un’agenzia di jet privati” per lasciare la Svizzera. “In nessun momento ho pensato di fuggire, non mi ha neppure sfiorato l’idea. La mia famiglia e i miei amici sono qui. Non ho una vita altrove, perché la mia vita è qui”, aveva dichiarato Moretti nei giorni scorsi.

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Giuseppe Avico