Cronaca

Credeva di curare una scoliosi e gli asportano un tumore di 3,5 kg che le stava devastando il torace

Era convinta che il progressivo incurvamento del tronco fosse dovuto a una scoliosi invece una donna di 48e anni, dopo essersi sottoposta a radiografia, ha scoperto di avere un tumore di circa tre chili e mezzo che occupava quasi completamente il torace.

All’Istituto tumori Giovanni Paolo II di Bari

La paziente è stata presa in carico dall’équipe di Chirurgia toracica dell’Istituto tumori Giovanni Paolo II di Bari che, dopo gli approfondimenti diagnostici, ha deciso di rimuovere la massa.

Credeva di curare una scoliosi e gli asportano un tumore di 3,5 kg che le stava devastando il torace (foto Ansa-Blitzquotidiano)

Il tumore, spiega l’istituto in una nota, aveva determinato lo spostamento dello spazio centrale del torace verso sinistra, “con una severa compressione della trachea, dei bronchi, della vena cava superiore e dell’arteria anonima, strutture ormai prossime alla completa chiusura. Contestualmente, la neoplasia aveva deformato progressivamente la parete toracica, determinando un progressivo incurvamento del tronco che non era dovuto a una patologia della colonna vertebrale, bensì all’effetto meccanico esercitato dalla massa”.

Asportazione completa del tumore fibroso solitario

L’intervento, durato più di otto ore, ha richiesto il lavoro congiunto di chirurghi toracici, anestesisti e del personale infermieristico di sala operatoria. L’operazione si è conclusa con l’asportazione completa del tumore fibroso solitario.

La paziente ha avuto un decorso post-operatorio regolare ed è stata dimessa in buone condizioni cliniche cinque giorni dopo.

“Questo intervento conferma la capacità del nostro Istituto di affrontare con successo anche i casi di maggiore complessità – spiega il direttore generale, Tommaso Stallone -. Un risultato reso possibile da un’organizzazione multidisciplinare in cui competenze chirurgiche, anestesiologiche, assistenziali e diagnostiche operano in stretta integrazione.

Published by
Amedeo Vinciguerra