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Cosa sappiamo sulla versione falsa di WhatsApp creata per spiare gli utenti

Un’operazione di spionaggio digitale ha preso di mira circa 200 utenti, quasi tutti italiani, tramite una versione contraffatta di WhatsApp. La scoperta è stata fatta dalla piattaforma ufficiale del gruppo Meta, che ha annunciato: “È importante specificare che non si è trattato di una vulnerabilità di WhatsApp, la crittografia end-to-end continua a proteggere le comunicazioni delle persone che utilizzano le app ufficiali di WhatsApp”. La società intende inviare “una diffida formale a questa società di spyware affinché cessi qualsiasi attività dannosa”.

Gli utenti sono stati indotti a scaricare un’app non ufficiale, fuori dai negozi digitali come Apple Store o Google Play, tramite tecniche di ‘social engineering’. Come spiegato all’ANSA dall’esperto Pierluigi Paganini, “Tecnica molto comune in campagne di sorveglianza: è plausibile l’ipotesi di un’attività inserita in un’indagine mirata”. WhatsApp ha identificato “in modo proattivo” i 200 utenti colpiti, “li abbiamo avvisati dei rischi per la loro privacy e sicurezza legati al download di un client non ufficiale e fraudolento, incoraggiandoli a rimuoverlo e a scaricare l’app ufficiale di WhatsApp”.

Meta sottolinea che “WhatsApp è stata la prima organizzazione a ottenere che una società commerciale di spyware fosse riconosciuta responsabile ai sensi della legge statunitense” e invita gli utenti a utilizzare solo le app ufficiali.

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Francesca Ripoli