La solitudine del medico di famiglia: sono appena 37mila (nel 2019 43mila) e noi pazienti sempre più vecchi (foto Ansa-Blitzquotidiano)
I medici di famiglia in Italia sono sotto quota 37mila, in continua discesa negli ultimi anni e con criticità per i pensionamenti in arrivo, soprattutto nei territori più isolati, dove si rischia di non trovarne più.
La professione chiede che la medicina convenzionata non sia “l’ultima della fila” nei rinnovi contrattuali e che ci siano “tempi e risorse certi” per la nuova convenzione.
L’85/mo congresso della Fimmg, il principale sindacato dei medici di medicina generale, mette in luce i punti dolenti di un’area sospesa tra un accordo nazionale da rinnovare e un impoverimento degli organici che rischia di lasciare scoperti i pazienti più fragili.
“Eravamo 43mila soltanto sette anni fa, oggi siamo meno di 37mila. Siamo troppo pochi a fronte di una popolazione che invecchia e ha un numero sempre maggiore di bisogni di cura”, denuncia Silvestro Scotti, che ha letto davanti alla platea riunita a Villasimius la sua ultima relazione come segretario della Fimmg.
La conseguenza è un forte sovraccarico lavorativo. Oltre il 50% dei medici di famiglia assiste più del massimale di 1.500 pazienti. “Molti professionisti che hanno superato l’età della pensione, posticipata su base volontaria a 73 anni, non sanno a chi passare i propri assistiti perché mancano nuove leve”, spiega Scotti.
Ma, per quanto posticipato, anche per loro arriva il momento del ritiro. “Ci sono Regioni – precisa – in cui questa è una criticità, come Lazio e Campania. In Campania, in particolare, un terzo dei medici andrà in pensione il prossimo anno”.
Il problema della carenza di medici di famiglia riguarda soprattutto i centri montani, le piccole isole e i luoghi difficilmente raggiungibili. Emergono però anche aspetti positivi. Per il corso di formazione in medicina generale 2026-29 sono state presentate circa 6.000 domande per 2.651 posti.