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La storia del parroco croato che voleva sopprimere la sua cagnolina

È scoppiato lo shock in Croazia dopo la diffusione di un post pubblicato su Facebook e poi cancellato dal parroco della chiesa di Sant’Anastasio a Stasevica, nel quale l’uomo annunciava l’intenzione di sopprimere la sua cagnolina Biba, accusata di “infedeltà” per le continue fughe nel villaggio.

La storia

Il messaggio, rimasto online solo per poche ore, è stato sufficiente a scatenare indignazione e sorpresa tra gli utenti. Nel testo, il sacerdote aveva descritto il comportamento dell’animale con toni duri: “La fedeltà dei cani è ben nota. Ma ci sono cani che sono infedeli. Così è la mia Biba. Non appena ne ha l’occasione, scappa e va in paese. Da qualcuno si riempie di cibo, di tutto e di più e poi torna. Successivamente, per alcuni giorni si lamenta, vomita e ha problemi digestivi”.

Lo sfogo è poi diventato ancora più controverso quando ha aggiunto: “Mi viene voglia di maledire tutti quelli che le danno da mangiare, perché le fanno del male. Ma non sarà più così. Domani la porterò a Imotski dal veterinario per farla addormentare. Addio, Biba!”

Parole che hanno provocato una reazione immediata e una valanga di critiche, con molti utenti indignati dall’ipotesi di sopprimere un animale apparentemente sano. Il caso ha rapidamente assunto una forte eco mediatica.

Successivamente, travolto dalle polemiche, il parroco è tornato sui suoi passi: “Ho deciso, non farò sopprimere Biba”. Ha poi spiegato che il post era stato scritto “in un impeto di emozione” e senza reale intenzione di procedere all’eutanasia dell’animale.

Nel tentativo di placare la bufera, ha concluso con una riflessione: “Non tutto il male è per il male. Con l’aiuto di Dio, anche il male si trasforma in bene”.

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Francesca Ripoli