Cronaca Italia

Save the Children, il 15,4% degli studenti delle zone disagiate abbandona la scuola. La metà dei ragazzi vorrebbe vivere all’estero

Nei comuni capoluogo delle 14 città metropolitane italiane, un minore su dieci (10,3%, circa 142mila ragazzi) vive in aree di disagio socioeconomico urbano (Adu), dove i tassi di dispersione e abbandono scolastico risultano circa il doppio rispetto al resto delle città. Roma, Milano, Napoli, Torino e Palermo concentrano da sole quasi il 73,5% di questi minorenni, con Roma che ne ospita oltre un quinto, pari a più di 30mila bambini e adolescenti.

Secondo la ricerca di Save the Children “I luoghi che contano”, presentata alla vigilia di “Impossibile 2026”, in queste aree il 42,3% delle famiglie vive in povertà relativa e oltre un giovane su tre tra i 15 e i 29 anni (35,6%) non studia né lavora, contro una media cittadina del 22,9%. Sul fronte scolastico, il 15,4% degli studenti delle scuole secondarie ha abbandonato o ripetuto l’anno, quasi il doppio rispetto al 7,6% delle altre zone. Inoltre, il 20,8% degli studenti di terza media è a rischio dispersione implicita.

Pesano anche le condizioni materiali: il 16,7% non ha avuto il materiale scolastico necessario a inizio anno e il 17,3% non ha partecipato a gite per motivi economici. Solo il 36,5% pensa di iscriversi al liceo, contro il 66,9% degli altri quartieri. Forte anche lo stigma sociale: il 49,1% percepisce giudizi negativi sul proprio quartiere.

Nonostante ciò, oltre il 78% dichiara di sentirsi felice e il 75,3% libero. Tuttavia, più della metà dei giovani (53,5%) vorrebbe vivere all’estero e solo il 26,9% immagina di restare nel proprio quartiere da adulto. Le richieste principali riguardano servizi, spazi aggregativi e strutture sportive.

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Gianluca Pace