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Uccise la moglie Emanuela Massicci, ergastolo per Massimo Malavolta

Ergastolo e tre mesi di isolamento diurno per Massimo Malavolta, il 50enne accusato dell’omicidio della moglie Emanuela Massicci, 45 anni, uccisa nella loro abitazione a Castignano, nella frazione di Ripaberarda (Ascoli Piceno), il 19 dicembre 2024. La sentenza è stata emessa dalla Corte d’Assise di Macerata, che ha accolto la richiesta della Procura di Ascoli Piceno.

La sentenza

L’imputato è stato riconosciuto colpevole di omicidio pluriaggravato, ritenuto dalla pubblica accusa la conseguenza dei presunti maltrattamenti, delle lesioni e delle torture inflitte alla donna. Tra le aggravanti contestate figurano il fatto che la vittima fosse la moglie dell’imputato, la crudeltà, i futili motivi e la condizione di minorata difesa nella quale sarebbe stata ridotta negli ultimi periodi della sua vita.

A Malavolta venivano contestati anche i maltrattamenti nei confronti della moglie, che secondo l’accusa sarebbero iniziati tra gennaio e febbraio del 2024 e si sarebbero verificati anche alla presenza dei figli minori. La Procura aveva inoltre ipotizzato una situazione di progressivo isolamento della donna, che sarebbe stata tenuta in casa e resa incapace di difendersi o chiedere aiuto. Nel processo erano contestate anche numerose lesioni aggravate, comprese fratture e ferite provocate con strumenti da punta e da taglio in diverse parti del corpo, tra cui volto, testa, collo, braccia, addome, gambe e parti intime. Secondo l’accusa, tali violenze sarebbero state commesse con crudeltà e nell’ambito dei maltrattamenti familiari.

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Francesca Ripoli