Cronaca estera

Accordo Usa-Iran, tre petroliere iraniane superano il blocco navale per la prima volta dopo due mesi

A pochi giorni dalla firma dell’accordo quadro tra Stati Uniti e Iran prevista per venerdì, arrivano segnali che potrebbero indicare un primo allentamento della pressione economica su Teheran. Secondo la piattaforma specializzata nel monitoraggio marittimo TankerTrackers, alcune petroliere iraniane sono riuscite a superare il perimetro del blocco navale imposto dagli Stati Uniti, effettuando le prime esportazioni di greggio degli ultimi due mesi.

“Almeno due superpetroliere appartenenti alla National Iranian Tanker Company (Nitc), denominate Diona e Hero2, hanno oltrepassato il perimetro del blocco navale statunitense trasportando un totale di 3,8 milioni di barili di petrolio greggio iraniano”, ha riferito il sito specializzato. Successivamente TankerTrackers ha aggiunto che anche una terza petroliera, “con 1 milione di barili di petrolio”, aveva superato il confine marittimo controllato. “Si tratta delle prime esportazioni di greggio dell’Iran in due mesi”, ha concluso la piattaforma, citando dati di tracciamento digitale confermati da immagini satellitari.

Il fondo privato da 300 miliardi

Le notizie sulle spedizioni petrolifere si inseriscono in un contesto di riavvicinamento tra Washington e Teheran, culminato nell’intesa che sarà sottoscritta nei prossimi giorni. Tra i punti più significativi dell’accordo ci sarebbe la creazione di un fondo privato da 300 miliardi di dollari destinato a favorire gli investimenti nell’economia iraniana.

A riferirlo è Reuters, che cita una fonte a diretta conoscenza dei negoziati. Oltre la metà delle risorse previste sarebbe già stata impegnata da investitori privati. Secondo una fonte iraniana di alto livello, Teheran aveva inizialmente chiesto agli Stati Uniti 400 miliardi di dollari come compensazione per i danni subiti nel corso degli anni, richiesta però respinta da Washington. Da qui sarebbe nata l’idea del nuovo strumento finanziario, denominato Fondo per la Ricostruzione e lo Sviluppo.

Il fondo sarà alimentato esclusivamente da capitali privati e non prevederà contributi pubblici né sovvenzioni governative. Aziende statunitensi, dei Paesi del Golfo, asiatiche, sudamericane e africane hanno già manifestato la disponibilità a partecipare. Le risorse saranno destinate soprattutto ai settori dell’energia, della logistica, dell’industria manifatturiera e dei trasporti. Per l’Iran si tratta di una prospettiva particolarmente rilevante: come ricorda Reuters, le sanzioni statunitensi e internazionali hanno di fatto impedito al Paese di attrarre consistenti investimenti esteri per quasi quarant’anni.

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Gianluca Pace