(Foto Ansa)
L’emergenza incendi continua a mettere in ginocchio la Grecia, con la situazione più critica sull’isola di Creta, dove migliaia di persone sono state costrette a lasciare le proprie case e le strutture turistiche. “Abbiamo evacuato circa 8.000 persone”, ha dichiarato alla televisione di Stato Ert Maria Lioni, vice governatrice della regione di Rethymno. La situazione resta estremamente critica: i venti, con raffiche che raggiungono i 10-11 gradi della scala Beaufort nella parte meridionale della prefettura, impediscono il decollo dei mezzi aerei antincendio, costringendo le autorità ad affidare l’intera operazione alle squadre di terra.
Il vasto incendio è scoppiato nella zona di Krya Vrysi, nel comune di Agios Vasilios, e si è rapidamente esteso su tre fronti, interessando un’area lunga circa 15 chilometri. Sul posto sono impegnati circa 190 vigili del fuoco, affiancati da tutti i mezzi disponibili della Regione. “Le condizioni sui fronti dell’incendio sono estremamente difficili”, ha spiegato ancora Maria Lioni. Anche il vicedirettore regionale della Protezione Civile di Creta, G. Tsapakos, ha confermato la gravità della situazione: “Il fronte rimane attivo ed è molto esteso”. Le autorità hanno disposto l’evacuazione di diversi insediamenti, invitando i residenti a raggiungere la località turistica di Agia Galini.
L’evacuazione è stata condotta principalmente via terra proprio da Agia Galini, affacciata sul Mar Libico, sulla costa meridionale dell’isola. Gran parte dei turisti e dei residenti sfollati è stata trasferita nel palazzetto dello sport del Comune di Festo, a Mires, mentre altre centinaia di persone sono state ospitate temporaneamente in un edificio scolastico della zona. L’amministrazione comunale ha attivato il piano di accoglienza d’emergenza, predisponendo anche ulteriori scuole in caso di nuove evacuazioni. Il palazzetto è stato attrezzato con letti a castello, lenzuola pulite, beni di prima necessità, cibo e acqua, mentre sul posto operano la polizia e i volontari della Croce Rossa greca per assistere gli sfollati. Anche la guardia costiera ha preso parte ai soccorsi, evacuando via mare 29 persone dalla zona di Agios Pavlos a bordo delle proprie motovedette e con il supporto di imbarcazioni private, riferisce il quotidiano Kathimerini.
Migliori invece le notizie dall’altro grande incendio dell’isola, nella zona di Sitia, che secondo i media greci è ormai quasi sotto controllo. Le fiamme sono confinate sulla cima di una montagna e non minacciano i centri abitati. Durante le operazioni di spegnimento un vigile del fuoco è rimasto ustionato ed è stato trasportato in ospedale: le sue condizioni non sono considerate gravi. Due mezzi dei vigili del fuoco sono invece andati completamente distrutti.
Il bilancio resta drammatico. Ieri tre vigili del fuoco greci hanno perso la vita nella lotta contro le fiamme: due sono rimasti intrappolati con il loro veicolo a sud di Rethymno, a Creta, mentre il terzo è morto nei pressi di Agerano, nel Peloponneso. In una nota ufficiale, il Corpo dei vigili del fuoco greco ha confermato il decesso dei due colleghi sull’isola: “È una giornata estremamente difficile per il Corpo dei Vigili del Fuoco. I due uomini sono caduti eroicamente nell’adempimento del proprio dovere, per la salvaguardia della vita e dei beni dei cittadini, e dell’ambiente”. Nel comunicato vengono inoltre espresse “il profondo cordoglio e le più sincere condoglianze alle famiglie e ai cari dei nostri colleghi scomparsi”. Restano attivi anche altri roghi in diverse aree del Paese, da Paros a Lesbo, mentre le autorità mantengono il massimo livello di allerta per il rischio incendi a Creta e hanno disposto la chiusura delle gole di Samaria, una delle principali attrazioni naturalistiche dell’isola.