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Omicidio Tupac Shakur, dopo 30 anni un colpevole: l’ex capo dei Crips di Los Angeles

Un giuria di Las Vegas ha riconosciuto Duane ‘Keffe D’ Davis di aver organizzato l’agguato in cui è morto il rapper Tupac Shakur il 7 settembre 1996. Davis, ex capo della gang dei Crips a Compton, Los Angeles, è in carcere dal 2023 con l’accusa di omicidio di primo grado.

Duane ‘Keffe D’ Davis, ex capo dei Crips di South Side Compton, L.A.

Dopo la lettura della decisione della giuria, Davis ha annunciato di voler fare ricorso. Rischia l’ergastolo se giudicato colpevole.

Omicidio Tupac Shakur, dopo 30 anni un colpevole: l’ex capo dei Crips di Los Angeles (foto Ansa-Blitzquotidiano)

Non gli viene contestato di aver sparato personalmente, ma di aver fornito l’arma e organizzato l’agguato come ritorsione per un pestaggio subito dal nipote Orlando Anderson la stessa sera della sparatoria.

Fondamentale per le indagini sull’omicidio di Tupac, è stato il libro pubblicato da Davis nel 2019, ‘Compton Street Legend’, in cui raccontò nel dettaglio la propria versione della sparatoria, definendosi il regista dell’operazione.

L’omicidio dopo il match di Mike Tyson

La sera del 7 settembre 1996, Tupac era a bordo di una Bmw diretto al Club 662 dove avrebbe dovuto esibirsi. Prima era stato al casinò Mgm Grand, dove aveva assistito all’incontro di boxe tra Mike Tyson e Bruce Seldon.

Mentre l’auto era ferma a un semaforo, una Cadillac bianca si affiancò e da essa partirono diversi colpi di arma da fuoco. Il rapper venne colpito più volte.

Trasportato in ospedale, subì diversi interventi chirurgici e quando sembrava aver attraversato la fase critica, le sue condizioni si aggravarono improvvisamente. Fu dichiarato morto il pomeriggio del 13 settembre 1996. Aveva solo 25 anni ed era all’apice della sua carriera.

 

Published by
Amedeo Vinciguerra