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All’università di Canterbury un focolaio di meningite, 2 morti. L’allarme per il contagio: basta un bacio

Corsa contro il tempo per fermare l’epidemia di meningite acuta che ha colpito il sud dell’Inghilterra, causando due morti e 13 ricoveri in ospedale soprattutto tra gli studenti nella contea del Kent.

Il ministro della Sanità britannico, Wes Streeting, ha parlato alla Camera dei Comuni di una situazione “senza precedenti” per la diffusione della malattia scatenata dal batterio meningococco B (MenB), identificato nelle ultime ore dagli specialisti del Regno Unito.

Il ministro: “situazione senza precedenti”

Lo stesso Streeting ha dichiarato che nei giorni scorsi c’è stato un caso di contagio confermato in Francia di una persona che frequenta l’università del Kent, diventata il luogo simbolo dell’emergenza sanitaria.

All’università di Canterbury un focolaio di meningite, 2 morti. L’allarme per il contagio: basta un bacio (foto Ansa-Blitzquotidiano)

Per poi annunciare l’avvio di una campagna di vaccinazione rivolta proprio agli studenti dell’ateneo che si trova nella storica città di Canterbury. Si tratta di giovani della generazione che non aveva ricevuto una forma di profilassi per la meningite, introdotta nel Regno su neonati e bambini piccoli a partire dal 2015.

Le due vittime sono uno studente dell’università locale e una studentessa della scuola secondaria, mentre si teme un aggravamento delle condizioni di alcuni dei giovani in ospedale.

Contagiata condividendo una sigaretta elettronica

Le ricerche condotte dalle autorità sanitarie hanno portato con sicurezza a indicare il luogo dove sono avvenuti molti dei contagi: la discoteca Club Chemistry di Canterbury, chiusa dopo i primi casi.

Il tabloid Mirror ha raccolto la testimonianza dei genitori di Keeleigh Goodwin, 22 anni, che aveva contratto la malattia – trasmissibile col contatto ravvicinato – semplicemente condividendo una sigaretta elettronica.

Il governo laburista del premier Keir Starmer e le autorità sanitarie, pur mettendo in campo tutte le risorse per fermare la diffusione dei casi registrati nel focolaio nel sud dell’Inghilterra, hanno invitato la popolazione a non essere “inutilmente preoccupata o ansiosa” a fronte di un rischio generale che resta “basso”.

Ma questo non sembra aver sortito grandi risultati: non solo nella contea del Kent, ma nel resto del Paese, c’è stata un’impennata di richieste di vaccino, rivolte in particolare alle farmacie.

Intanto l’università e le altre scuole coinvolte hanno sospeso buona parte delle attività, e centinaia di ragazze e ragazzi hanno continuato a fare la fila, come già ieri, per la distribuzione precauzionale di antibiotici e mascherine.

Mentre decine di migliaia di persone vengono contattate in tutta la contea dal servizio sanitario nazionale (Nhs) per essere informate o invitate a sottoporsi a test preventivi.

Uno dei timori è che l’infezione possa diffondersi quando gli studenti fuori sede si sposteranno dal Kent, come accaduto per il caso in Francia, in vista delle prossime vacanze di Pasqua.

La UK Health Security Agency, l’organismo pubblico incaricato di sorvegliare la sicurezza sanitaria nel Paese, ha da parte sua negato ritardi e sottovalutazioni, sottolineando come i primi casi siano stati registrati sabato e come domenica sia stata diramata l’allerta.

Published by
Amedeo Vinciguerra