Cronaca

Déjà vu. Parigi brucia a ogni finale Champions vinta: 1 morto, 900 arresti. Patto tra “diffidati” e black-bloc

Se la vittoria del Psg, la seconda consecutiva in una fnale Champions League, era largamente attesa perché la squadra è davvero una corazzata, anche le conseguenze immediate della vittoria erano purtroppo più che annunciate.

Di nuovo, un centro città a Parigi messo a ferro e fuoco: la festa popolare strumentalizzata e vandalizzata da sedicenti tifosi ha lasciato sul campo un morto e un ferito in gravissime condizioni, facendo registrare scontri violentissimi, lancio di razzi contro la polizia, saccheggi e aggressioni.

E il grave blocco del Périphérique, la tangenziale di Parigi, in cui ha trovato la morte una persona che, in sella alla sua moto, è andato a schiantarsi contro un blocco di cemento. Nella zona, con le auto bloccate per ore, gruppi di persone giocavano a pallone in piena carreggiata e altre lanciavano razzi in direzione del centro città.

Il ministro dell’Interno: “Arrestate 900 persone”

Il ministro dell’Interno francese ha dichiarato che quasi 900 persone sono state arrestate durante le rivolte scoppiate dopo che il Paris Saint-Germain ha vinto la prestigiosa Champions League per il secondo anno consecutivo lo scorso fine settimana.

Déjà vu. Parigi brucia a ogni finale Champions vinta: 1 morto, 900 arresti. Patto tra “diffidati” e black-bloc (foto Ansa-Blitzquotidiano)

“Abbiamo effettuato oltre 890 arresti. In totale, si tratta del 45% in più rispetto all’anno scorso”, ha dichiarato il ministro dell’Interno Laurent Nunez all’emittente France Inter, aggiungendo che quasi 180 agenti delle forze dell’ordine sono rimasti feriti.

Da decenni, da quando la società passò nelle mani di Canal Plus prima di essere rilevata dal Qatar, le frange più estreme del tifo, il “KOB” (KOP of Boulogne), i “diffidati” – colpevoli di gravi incidenti e violenze con divieto di entrare allo stadio – e la rivalità senza tempo con i marsigliesi (da anni trasferte reciproche vietate per entrambi i club) sono all’ordine del giorno delle cronache.

La saldatura tra “diffidati” e black-bloc

Ancora una volta, nel mirino degli osservatori finisce la saldatura tra i militanti dei black bloc e i facinorosi appartenenti alle frange del tifo violento: un fenomeno tattico ben documentato negli anni durante le manifestazioni a Parigi.

Il legame si salda soprattutto nel mutuo soccorso durante le cariche, nello scambio di equipaggiamento (caschi, maschere antigas) e nella creazione di barricate improvvisate con materiali presi da cantieri vicini.

Un sodalizio trasversale che cavalca lo scontento sociale per trasformare le manifestazioni pacifiche in guerriglia urbana, come raccontano le relazioni annuali della polizia e gli esperti che studiano la sociologia delle proteste.

Mortai nascosti tra la folla in festa

Uno scenario che si è riproposto sabato sera, dopo il fischio finale a Budapest tra Psg e Arsenal, quando centinaia di razzi per fuochi d’artificio sono stati lanciati non da società organizzate o da professionisti, ma da ragazzi che puntavano i loro mortai (i tubi per sparare in aria i razzi pirotecnici) nascosti in mezzo alla folla che festeggiava.

A margine di un mare di ragazzi in maglia rossoblù, sono comparsi poi – proprio come nelle manifestazioni dei gilet gialli, o i cortei di protesta di qualche anno fa contro la riforma delle pensioni – individui tutti vestiti di nero, compreso il famigerato passamontagna. Pronti a dar fuoco a biciclette e motorini, a spaccare vetrine e lanciare di tutto contro la polizia.

Non pochi, anche negli ambienti del club, pensano a una commistione, se non una vera e propria saldatura, fra questi gruppi specializzati nelle azioni violente e gli attacchi alla polizia, e i “diffidati”, ai quali è vietato l’accesso allo stadio da una dirigenza che non ha mancato di mostrare totale intransigenza nei confronti dei violenti.

Published by
Amedeo Vinciguerra