Cronaca

Delitto di Garlasco, il mistero della pesca: il nocciolo scomparso riapre nuovi interrogativi sull’assassino

A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso di Garlasco continua a far emergere nuovi interrogativi investigativi. Nelle ultime settimane gli approfondimenti disposti dalla Procura di Pavia hanno portato alla luce un dettaglio che potrebbe avere un peso importante nella ricostruzione delle ultime ore di vita della ragazza: nello stomaco della vittima sarebbe stata trovata traccia di una pesca consumata poco prima del delitto.

Secondo le analisi attribuite all’anatomopatologa Cristina Cattaneo, nel contenuto gastrico sarebbero stati individuati residui compatibili con cereali, biscotti e frammenti di frutta riconducibili a una pesca. Questo elemento avrebbe consentito agli investigatori di ricostruire con maggiore precisione il momento della colazione consumata da Chiara la mattina del 13 agosto 2007.

Il particolare che ha acceso i dubbi degli inquirenti riguarda però l’assenza del nocciolo del frutto tra i reperti recuperati nella spazzatura della villetta di via Pascoli. Un’assenza ritenuta anomala, soprattutto considerando che i sacchi dell’immondizia conservavano ancora numerosi resti della colazione e della cena precedente.

L’ipotesi investigativa sul comportamento dell’assassino

Gli investigatori stanno cercando di capire se il nocciolo della pesca possa essere stato rimosso volontariamente dall’assassino dopo il delitto. Secondo una delle ipotesi emerse, chi ha ucciso Chiara potrebbe essersi spostato in cucina subito dopo l’aggressione, aprendo i sacchi della spazzatura e raccogliendo alcuni oggetti presenti sul tavolo o nei rifiuti.

Gli inquirenti ritengono possibile che l’assassino abbia cercato di eliminare elementi potenzialmente compromettenti, magari durante le fasi successive all’omicidio, quando avrebbe tentato di ripulirsi dal sangue. In questo scenario il nocciolo potrebbe essere stato portato via insieme ad altri oggetti mai ritrovati, tra cui alcuni teli spariti dall’abitazione.

L’analisi della spazzatura è diventata uno dei punti centrali della nuova fase investigativa. Sui reperti recuperati sono state effettuate ulteriori verifiche genetiche e dattiloscopiche per cercare eventuali impronte o tracce biologiche rimaste invisibili nelle prime indagini del 2007.

Le nuove indagini e i dubbi ancora aperti

La Procura continua a lavorare sulla riapertura del caso, concentrandosi anche sulla posizione di Andrea Sempio, nuovamente indagato nell’ambito della nuova inchiesta. Negli ultimi mesi gli investigatori hanno acquisito appunti, intercettazioni e materiali recuperati persino dalla spazzatura gettata dall’uomo lontano dalla propria abitazione.

Parallelamente proseguono gli esami sui reperti storici conservati per anni, compresi sacchetti, confezioni alimentari e oggetti trovati nella casa dei Poggi. Le nuove tecnologie potrebbero infatti permettere di ottenere risultati impossibili da raggiungere all’epoca del delitto.

Il “mistero della pesca” rappresenta quindi soltanto l’ultimo tassello di una vicenda giudiziaria che continua a dividere opinione pubblica e investigatori. Un dettaglio apparentemente secondario che, però, potrebbe contribuire a chiarire alcuni movimenti compiuti dall’assassino nelle fasi immediatamente successive all’omicidio di Chiara Poggi.

Published by
Filippo Limoncelli