Cronaca

Detenuta evasa dal carcere di Bollate dopo un permesso, aveva ucciso un’anziana per rubarle il bancomat

Una detenuta condannata per omicidio è evasa dal carcere di Carcere di Bollate, alle porte di Milano. La donna era uscita con un permesso regolare nell’ambito delle misure alternative alla detenzione, ma non ha mai fatto ritorno nella struttura.

Si tratta di Alba Leonor Sevillano Zambrano, 42 anni, di origine ecuadoriana, che sta scontando una pena con fine prevista nel 2032. Nel corso degli anni aveva mantenuto un comportamento considerato positivo, tanto da ottenere più volte permessi e autorizzazioni per attività esterne, anche lavorative, previste dall’articolo 21 dell’ordinamento penitenziario. L’ultimo permesso, però, si è trasformato in un’evasione.

Il delitto del 2011

Il nome della donna è legato a un omicidio che nel 2011 aveva profondamente scosso la città. La donna strangolò l’81enne Franca Monfrini nella sua abitazione per rubarle il bancomat. L’anziana venne prima soffocata con un foulard e poi con un cuscino.

Il movente era economico: la detenuta si impossessò della carta e delle chiavi di casa, utilizzando il bancomat per prelevare contanti nei giorni successivi. All’epoca aveva 27 anni, era incinta e viveva nello stesso stabile della vittima. Furono proprio i prelievi effettuati in diverse filiali a consentire agli investigatori di identificarla e arrestarla.

Le ricerche e le polemiche sui controlli

Da circa tre anni la detenuta usufruiva regolarmente di permessi dal carcere di Bollate. Il mancato rientro ha fatto scattare immediatamente le ricerche, coordinate dalla polizia penitenziaria. A diffondere la notizia è stato Matteo Savino, vicesegretario regionale lombardo del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), che ha definito l’episodio “gravissimo”, sottolineando però che non deve diventare un pretesto per smantellare il sistema dei permessi premio.

Sulla stessa linea il segretario generale Donato Capece, che chiede più controlli sul territorio e nuove assunzioni nel corpo: “La priorità ora è catturare l’evaso – afferma – ma serve anche garantire la sicurezza dei cittadini senza indebolire i controlli”.

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Amedeo Vinciguerra