Diagnosi in ritardo, paziente invalido al 100% ottiene oltre 500mila euro di risarcimento (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Un ritardo nella diagnosi di una grave patologia si è trasformato in un caso di malasanità concluso con un maxi risarcimento. Un uomo di 72 anni, oggi invalido civile al 100%, ha ottenuto oltre mezzo milione di euro come compensazione per i danni subiti a causa, secondo quanto ricostruito, di una diagnosi mancata da parte del medico di medicina generale.
A pagare il risarcimento è stata l’Ulss 1 Dolomiti, poiché il medico di base coinvolto era convenzionato con l’azienda sanitaria. La vicenda si è chiusa senza arrivare a una causa civile, grazie a una soluzione stragiudiziale favorita dagli esiti della consulenza tecnica disposta in fase preliminare.
La vicenda risale al 2016, quando il paziente, residente nel Bellunese, si sottoponeva a normali controlli del sangue. In base alla ricostruzione fornita, alcuni valori sospetti avrebbero richiesto ulteriori approfondimenti, che però non sarebbero stati disposti dal medico curante.
Con il peggioramento delle condizioni di salute, l’uomo si rivolse successivamente all’ospedale San Martino di Belluno, dove esami urgenti portarono alla diagnosi di mieloma multiplo, associato a grave insufficienza renale e anemia severa.
Secondo le valutazioni medico-legali, il ritardo nella diagnosi avrebbe consentito alla malattia di aggravarsi progressivamente, provocando danni renali irreversibili. Oggi il paziente convive con una condizione pesante, segnata da chemioterapia, dialisi, terapie farmacologiche e controlli costanti.
Uno degli aspetti centrali del caso riguarda il fatto che, secondo i consulenti, alcuni esami avrebbero già suggerito con alta probabilità la presenza del mieloma, in particolare per segnali compatibili con una particolare forma di proteinuria legata alla malattia.
Se fossero stati disposti tempestivamente ulteriori accertamenti, sostengono gli esperti, il decorso avrebbe potuto essere diverso e il danno renale forse evitato o quantomeno contenuto. È proprio su questo nesso tra omissione diagnostica e aggravamento clinico che si è fondato il riconoscimento del risarcimento.