Cronaca

Doppia sorpresa: gli Under 28 vivono a pane e cultura ma l’Italia nella UE è penultima con i laureati

Giovani, doppia sorpresa: gli under 28 crescono a pane e cultura; i laureati sono in crescita in Europa ma l’Italia rimane penultima, dietro di noi solo la Romania. Due notizie in evidente contraddizione. Due analisi che vanno oltre i luoghi comuni. Dati che suscitano persino stupore. Risultati imprevisti, credenze diffuse e condivise che non reggono più.

Schemi narrativi stroncati da autorevoli e recenti studi: report Eurostat per tutti i 27 Paesi UE e la società milanese di ricerca “Formules” che ha collaborato con ABIServizi S.p.A. in coordinamento con l’Associazione Bancaria Italiana. Una ricerca sui consumi culturali e digitali per comprendere abitudini e percezioni di un pubblico ancora poco indagato ma sempre di protagonista in ambito culturale. Nel dettaglio.

Laureati in Europa, Italia penultima

Lo studio Eurostat (L’Ufficio statistico della Unione Europea, sede in Lussemburgo, 7 direzioni, 60 mila dipendenti dei 27 Stati membri) ha fatto il punto sui laureati in Europa scoprendo che l’Irlanda è prima (seguita da Lussemburgo e Cipro) e il Belpaese penultimo. I Paesi sul podio vantano il 33,5% della popolazione con il titolo di istruzione terziaria – Università o alta formazione – e il 44,3% ha un livello medio.

Solo 12 Paesi europei hanno raggiunto il target. L’Italia è ferma al 31%. Un divario che la Ue vuole colmare entro il 2030. Il livello di istruzione continua ad essere uno degli indicatori chiave per misurare la salute economica e sociale di un Paese. Più si studia, più aumentano le possibilità di trovare lavoro, dí guadagnare meglio e di vivere più a lungo e con maggiori gratificazioni non solo economiche ma anche umane.

Gli Under 28, altro che pigri e isolati

Tutt’altro. Anzi crescono a pane e cultura. Dalla generazione Zeta (dal 1997) alla Alpha (dal 201, i figli dei Millennials) sono 12 milioni in Italia. Un piccolo esercito che marcia in un mondo capovolto e, come ha detto Viviana Ponchia ,“mostra comportamenti culturali eccentrici rispetto ai padri, ai nonni e anche ai fratelli maggiori: non leggono quotidiani cartacei ma libri, ascoltano podcast più che radio, guardano poca televisione però non si tirano indietro davanti alle attività dal vivo”.

Sorpresa a cui è arrivato il sociologo Guido Guerzoni della Università Bocconi che conclude così: ”Questi under 28 sono veri consumatori del sapere connessi dal digitale”. Si tratta del 21% della popolazione italiana e 2,8 milioni sono ragazzi nella fascia 15-19 anni. Altroché la retorica ricorrente sulla pigrizia dei giovani e sulla loro dipendenza dalla tecnologia. Lo studio è sorprendente ma  parla chiaro.

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Enrico Pirondini