Un drone utilizzato dall'Ucraina entra in Bulgaria ed esplode vicino a gasdotto (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
In Bulgaria, un drone proveniente dalla Romania e, come spiegato dal ministero della Difesa “ampiamente utilizzato” dall’esercito ucraino, ha causato in queste ore un’esplosione vicino a un gasdotto. Lo ha denunciato il primo ministro bulgaro Rumen Radev.
L’esplosione è avvenuta a poca distanza da un tratto del Trans-Balkan, gasdotto che unisce la Turchia all’Ucraina e alla Bulgaria, ha detto il capo del governo di Sofia in un video diffuso sui suoi profili social. “Il drone è esploso nelle immediate vicinanze del passaggio di confine con la Romania di Kardam”, presso il Mar Nero, ha aggiunto il premier bulgaro. Per poi precisare che il tutto si è verificato a non più di un chilometro dalla “stazione di compressione del Trans-Balkan”. “Non ci sono state vittime”, ha comunque sottolineato Radev.
Gli specialisti bulgari dell’esercito, della polizia e della guardia di frontiera “sono al lavoro per determinare il tipo di drone”. A dirlo è ancora Radev dopo aver reso noto l’episodio durante una riunione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza Nazionale convocata ad hoc e già conclusasi a Sofia, come riporta l’agenzia locale Bgnes. “Non ci sono state vittime, né danni agli edifici circostanti”, ha confermato Radev, sottolineando che la deflagrazione è avvenuta vicinissimo al confine: appena 100 metri entro il territorio della Bulgaria.
Il primo ministro ha affermato che “il suono del drone è stato rilevato dalla polizia di frontiera romena”, subito prima del boato dello scoppio. Mentre non vi sono stati, a detta di Radev, preavvisi da parte delle strutture di monitoraggio della Nato. L’area in cui sono caduti i detriti è stata intanto cordonata. Fonti bulgare hanno precisato a margine della riunione di Sofia che l’episodio sarà approfondito e discusso anche in sede Nato nel prossimo meeting del Consiglio del Nord Atlantico, al pari di incidenti analoghi recenti denunciati da Paesi quali Romania o Polonia: in alcuni casi con sospetti indirizzati apertamente verso la Russia in guerra con l’Ucraina