Cronaca

Due vie con lo stesso nome nel Bellunese, l’ambulanza sbaglia strada e arriva in ritardo: accertamenti sul decesso del 75enne

Un caso di omonimia tra strade potrebbe aver contribuito a ritardare i soccorsi a un pensionato di 75 anni colpito da un arresto cardiaco nel Bellunese. La vicenda, avvenuta l’11 luglio scorso nel comune di Setteville, è ora al centro di accertamenti della procura, che dovrà chiarire se il ritardo nell’intervento abbia avuto un ruolo nel decesso dell’uomo, morto alcuni giorni dopo il ricovero in ospedale.

La vicenda

L’emergenza è scattata a piazza Marconi, nella frazione di Quero, ma ambulanza ed elisoccorso sono stati indirizzati inizialmente in via Marconi, ad Alano di Piave. L’equivoco è nato dalla particolare configurazione del territorio: nel 2024 è infatti nato il Comune di Setteville dalla fusione di Alano di Piave e Quero Vas, quest’ultimo già frutto dell’unione tra Quero e Vas. La presenza di vie e piazze con la stessa denominazione nelle diverse frazioni ha così generato la confusione.

Determinante è stato l’intervento di un giovane del posto, che ha praticato il massaggio cardiaco in attesa dei sanitari, e dei carabinieri, che hanno individuato l’errore e indirizzato i soccorritori verso il luogo corretto.

L’episodio ha riacceso il dibattito sulla toponomastica del nuovo Comune. “La vicenda indubbiamente pone un problema che va risolto”, ha dichiarato il sindaco Bruno Zanolla. “Entro l’autunno una decina di vie fra Quero, Vas e Alano di Piave subirà una variazione nella toponomastica. C’è stato un caso di omonimia fra una piazza e una via nei due paesi che ha determinato un ritardo nell’arrivo dei soccorsi di alcuni minuti”.

Anche l’assessora Ketty Bavaresco ha spiegato che la commissione incaricata della revisione dei nomi delle strade valuterà anche i casi in cui “una piazza e una via” condividono la stessa denominazione, pur non essendovi alcun obbligo di differenziarle.

Non è la prima volta che le omonimie creano problemi nel territorio. “Se un pacco arriva il giorno dopo perché il corriere ha sbagliato la via, poco importa”, osserva un residente. “Ma se l’errore capita, come in questo caso, in un contesto di vita o di morte, il malinteso potrebbe diventare fatale”. Nel frattempo la magistratura prosegue gli accertamenti per stabilire se il ritardo nei soccorsi abbia inciso sull’esito della vicenda.

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Gianluca Pace