Cronaca

È morto Federico l’Olandese Volante, una delle voci storiche della radio italiana ed europea: era ricoverato in terapia intensiva

È morto Frederik Matthijs Van Stegeren, deejay radiofonico tra i più noti in Italia dove era conosciuto con il nome di Federico l’Olandese Volante. Aveva 76 anni ed era  ricoverato in terapia intensiva a Monopoli, nella sua Puglia dove aveva deciso di vivere. Federico era nato a Deventer nei Paesi Bassi e nel 1969 si era iscritto ad Architettura ad Amsterdam. La laurea non la prese mai: troppo forte per lui il richiamo della musica rock che in quegli anni viveva una stagione storica.

La sua più grande passione era la radio: il battesimo del microfono avvenne su Radio Veronica, emittente pirata che trasmetteva da una nave fuori dalle acque territoriali olandesi per aggirare il monopolio di stato. Una delle più importanti radio del cosiddetto fenomeno delle offshore, che vedeva in Gran Bretagna emittenti del calibro di Radio Caroline e Radio London.

L’Olandese Volante finì poi a lavorare per Radio Montecarlo, emittente che dal Principato di Monaco trasmetteva nel Nord Italia: qui, l’allora direttore artistico Noel Coutisson gli diede il soprannome dell’Olandese Volante che da quel momento non l’ha più lasciato. Nel Principato, di giorno trasmetteva in radio e la sera faceva il deejay al Jimmy’z. Ed è qui che nacque il Federico Show.

Nel 1977 passò a Rai Radio 2, lavorando con Herbert Pagani prima di passare a Radio 105, RTL 102.5 prima di tornare a Radio Montecarlo. Seguì poi R101 e dal 2015 alla fine del 2024 all’emittente pugliese Radio Norba collaborando anche con RadioFreccia per una trasmissione sul rock. Nel video che segue, l’annuncio della sua morte su RTL 102,5:

Federico era noto per la sua voce profonda e per aver influenzato i primi dj delle radio libere. Chi sta scrivendo ha avuto l’occasione di incontrarlo nel lontano 2002, intervista poi finita sul libro Viva i pirati! La storia delle radio pirata offshore. 

Questo il suo racconto legato a Radio Veronica, la sua prima esperienza, pubblicato all’interno del libro: “L’editore discografico ‘Bull Verwey’ insieme al fratello decise di acquistare nella fine degli anni Cinquanta un peschereccio. I pescherecci olandesi sono molto robusti e potenti dato che devono reggere la navigazione nel Mare del Nord. Su questo peschereccio i due decisero di istallare un potente trasmettitore per aprire una radio”.

“Il nome prescelto per l’emittente era Radio Veronica in onore della moglie o della figlia di ‘Bull’ Verwey, non ricordo esattamente. Questo trasmettitore aveva una ricezione di 300 chilometri in cui rientravano molti paesi tra cui il Belgio, Olanda, parte della Germania, Francia del Nord e Inghilterra del Sud per un bacino potenziale di ascoltatori pari a cinquanta milioni di persone. Il peschereccio era posizionato in acque internazionali, che in Olanda sono solo di tre miglia marittime”.

A proposito di Radio Montecarlo, questo il suo racconto: “Venni a contatto con la dirigenza di Radio Montecarlo che dal 1966 aveva aperto una frequenza in lingua italiana: Monte Carlo cercava ancora, nei primi anni Settanta, dei disc jockey che sapessero l’italiano. Dopo solo una settimana che mi ero presentato negli studi dell’emittente venni assunto dato che sapevo l’italiano: da bambino avevo vissuto e studiato in Italia. Con l’arrivo delle radio libere, per Monte Carlo fu l’inizio del declino dato che molti dei suoi ascoltatori cominciarono ad ascoltare le nuove radio. Andai via e lavorai prima con Radio 2 e poi con Radio Milano International (oggi R101). Anche qui ebbi molta fortuna grazie al successo delle mie trasmissioni su Monte Carlo”.

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Lorenzo Briotti