(Foto Ansa)
Il test per l’Ebola effettuato sul paziente rientrato in Sardegna dalla Repubblica Democratica del Congo è risultato negativo. Lo ha reso noto il Ministero della Salute, precisando che le analisi sono state eseguite presso l’Istituto Spallanzani di Roma. L’uomo era tornato in Italia sabato 30 maggio e, dopo aver accusato alcuni sintomi, aveva contattato il 118. Successivamente è stato trasferito in biocontenimento all’Ospedale Santissima Trinità per gli accertamenti previsti dai protocolli sanitari. Il Ministero ha confermato di essere in costante contatto con le autorità sanitarie regionali e ha ribadito che “si conferma che il rischio in Italia resta molto basso”.
L’attenzione resta comunque alta per l’epidemia in corso nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda, causata dal virus Ebola nella sua variante Bundibugyo. Secondo i dati della Regione africana dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono stati registrati almeno 1.100 casi sospetti, di cui 263 confermati, e 43 decessi accertati. “Sebbene le autorità abbiano dichiarato ufficialmente l’epidemia il 15 maggio, è probabile che il virus avesse già colpito la popolazione diverse settimane prima”, osserva Michele Barry. L’esperta sottolinea inoltre che “questo è uno dei motivi per cui l’epidemia si è diffusa inosservata” e che “è molto improbabile una trasmissione su larga scala”, poiché il virus si trasmette attraverso il contatto diretto con fluidi corporei.
Nel frattempo, nelle città congolesi colpite dall’emergenza, come Bukavu, artigiani e commercianti stanno realizzando lavabi mobili destinati a famiglie e attività commerciali per favorire il lavaggio frequente delle mani e contenere il contagio. Una risposta concreta a un’epidemia che continua a mettere sotto pressione il fragile sistema sanitario del Paese e che, secondo diverse stime, ha già provocato oltre 220 vittime.