Cronaca

El Niño potrebbe rendere il 2027 un anno di caldo estremo e fenomeni meteorologici eccezionali

Le previsioni stagionali indicano un possibile ritorno di El Niño, il fenomeno climatico che influisce sulle temperature globali. Dopo una tregua di due anni, il cosiddetto “respiro del Pacifico” potrebbe spingere le temperature verso nuovi picchi, anche in Europa, dove questo fenomeno è spesso associato a ondate di calore estivo intense. Secondo i climatologi, non si tratta di una sorpresa, ma il nuovo episodio si innesterebbe su un trend di riscaldamento già in corso da anni, rischiando di generare anomalie termiche e meteorologiche particolarmente rilevanti nel 2027.

Il “respiro del Pacifico”

El Niño è legato all’oscillazione ENSO (El Niño-Southern Oscillation), un ciclo che alterna fasi di riscaldamento e raffreddamento delle acque del Pacifico equatoriale. Quando le acque superficiali si scaldano, il calore rilasciato nell’atmosfera aumenta le temperature globali e intensifica eventi meteo estremi. La fase neutra, attuale per buona parte dell’estate, segue il recente ciclo La Niña che, pur debole, non ha evitato che il 2025 risultasse tra gli anni più caldi della storia.

Previsioni per la fine del 2026

Secondo l’ultimo bollettino della WMO, la probabilità che le condizioni neutre persistano fino a luglio è tra il 60% e il 70%, ma nella seconda metà dell’anno cresce il rischio di un ritorno di El Niño, stimato intorno al 40% tra maggio e luglio. La cosiddetta “barriera della primavera boreale” rende incerta l’intensità del fenomeno, ma i modelli indicano una possibile transizione rapida verso un El Niño forte o “super”.

Impatto sul 2027

Storicamente, l’effetto maggiore di El Niño si osserva nell’anno successivo alla sua formazione. Se il fenomeno dovesse consolidarsi tra fine 2026 e inizio 2027, l’anno prossimo potrebbe registrare temperature nettamente superiori alla media. Gli effetti comprendono siccità in Australia e Asia, piogge intense lungo le coste pacifiche americane e ondate di calore estremo sul Mediterraneo. Il 2027 si prepara quindi a diventare un anno particolarmente caldo e complesso dal punto di vista climatico.

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Filippo Limoncelli