Emanuela Orlandi, l'avvocato scelto da Bergoglio per indagare: "Non si puè accertare più nulla" (foto Ansa-Blitzquotidiano)
A proposito della scomparsa di Emanuela Orlandi e di un caso/mistero giudiziario dilatatosi nel tempo oltre i confini ragionevoli dell’accertamento di una verità, vanno lette come illuminanti le parole dell’avvocato che papa Bergoglio in persona incaricò di indagare su eventuali responsabilità o tentativi di depistaggio almeno all’interno del Vaticano.
Non scopriremo più nulla, mettiamoci cristianamente l’anima in pace, sembra dire il promotore di giustizia vaticano ed avvocato in Italia, Alessandro Diddi, in una intervista con gli studenti del Liceo classico Eschilo diffusa in Rete.
“Io credo che la giustizia purtroppo rispetto alla vicenda di Emanuela Orlandi non potrà accertare più nulla a distanza di oltre 40 anni perché qualunque prova che cerca di individuare, a parte il fatto che il tempo ha fatto venir meno qualunque tipo di fonte probatoria, è ormai inevitabilmente inquinata da quello che è scaturito in questi 40 anni. Ormai quindi non c’è solo il rischio che la giustizia arrivi tardi ma che non si possa proprio più determinare”.
Diddi, per volontà di papa Francesco nel 2022, è titolare di un inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, cittadina vaticana. La scomparsa, come è noto, avvenne a Roma, il 22 giugno 1983.
Diddi ha spiegato in altre occasioni che a differenza della legge italiana, in Vaticano le inchieste non hanno una scadenza.