Cronaca

Ex funzionario comunale patteggia per peculato e rinuncia a 24mila euro di Tfr

Un ex funzionario del Comune di Aldeno, in Trentino, ha patteggiato una condanna a un anno e quattro mesi per peculato, con pena sospesa, rinunciando contestualmente ai 24mila euro ricevuti come anticipo del trattamento di fine rapporto. L’uomo, ormai pensionato da tre anni, aveva già ottenuto nel 2025 un’assoluzione dalla Corte dei Conti di Trento, che aveva escluso responsabilità per un presunto incasso fraudolento della somma.

La vicenda è poi approdata davanti al giudice per l’udienza preliminare Gianmarco Giua, con il pubblico ministero Maria Colpani. La difesa dell’ex dipendente comunale ha chiarito che il patteggiamento rappresenta una scelta processuale per chiudere definitivamente il procedimento penale. “Dopo il corretto proscioglimento da parte della Corte dei conti, il patteggiamento è stata una scelta processuale personale per chiudere la vicenda”, ha spiegato l’avvocato Luca Pontalti.

La richiesta di anticipo del Tfr e gli errori nella gestione degli atti

I fatti contestati risalgono al novembre 2020, quando l’ex funzionario aveva presentato una richiesta di anticipo del Tfr per esigenze familiari. La domanda era stata regolarmente protocollata e, nello stesso periodo, il consiglio comunale aveva approvato una variazione di bilancio da 24mila euro per adeguare lo stanziamento destinato alla liquidazione.

A metà dicembre dello stesso anno, il dipendente aveva chiesto al segretario comunale il pagamento dell’anticipo insieme allo stipendio mensile, per una somma complessiva di circa 29mila euro. Successivamente erano emerse alcune anomalie nella documentazione contabile, che avevano portato all’intervento della Corte dei Conti.

La Corte dei Conti: “Errori gravi ma non attribuibili al funzionario”

I giudici contabili avevano evidenziato una gestione amministrativa caratterizzata da “involontari ma gravi errori”, oltre a “frettolosità e imprecisioni” nella registrazione degli atti. Tuttavia, secondo la Corte, tali problemi non potevano essere ricondotti direttamente all’ex dipendente comunale.

La documentazione era stata definita “caotica e confusa”, anche in relazione alle difficoltà organizzative di un piccolo Comune privo di un sistema completamente informatizzato. Secondo i giudici, però, non era emersa alcuna condotta fraudolenta finalizzata a nascondere l’operazione.

La richiesta di anticipazione del Tfr risultava infatti motivata, protocollata e successivamente autorizzata dal segretario comunale, con il pagamento effettuato regolarmente.

La Procura contesta il peculato, la difesa sceglie l’accordo

Di diverso avviso è stata invece la Procura ordinaria, che ha contestato il reato di peculato con frode. Secondo l’accusa, l’ex funzionario avrebbe incassato la somma sulla base di una delibera successivamente annullata.

Nonostante la convinzione della difesa sulla correttezza del comportamento del proprio assistito, è stato scelto il patteggiamento per evitare un lungo procedimento giudiziario e arrivare a una definizione della vicenda. L’accordo ha portato alla condanna con sospensione della pena e alla rinuncia definitiva all’anticipo del Tfr ricevuto nel 2020.

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Amedeo Vinciguerra