Cronaca

Fattura da 75mila euro dopo la tragedia di Crans-Montana: scoppia il caso tra Svizzera e Italia

Una fattura sanitaria da 75mila euro ha riacceso la polemica attorno al tragico incendio avvenuto nella discoteca di Crans-Montana la notte di Capodanno. Il conto riguarda il ricovero in terapia intensiva per quindici ore di Manfredi Marcucci, un ragazzo romano di 16 anni rimasto gravemente ferito insieme ad altri 18 connazionali. Dopo il primo intervento, il giovane era stato successivamente trasferito all’ospedale Niguarda di Milano per proseguire le cure.

Il documento, inviato nei giorni scorsi ai familiari, specifica che si tratta di una comunicazione informativa e che non deve essere effettuato alcun pagamento. Tuttavia, la cifra e la modalità della comunicazione hanno suscitato forte indignazione, soprattutto considerando la gravità del contesto e il dolore ancora vivo nelle famiglie coinvolte. Manfredi era inoltre amico di Riccardo Minghetti, una delle sei vittime italiane della tragedia, anch’egli originario di Roma.

Il nodo dei rimborsi e la diplomazia tra Stati

Secondo quanto previsto dagli accordi successivi all’incidente, le spese sanitarie dovrebbero essere interamente coperte dal Canton Vallese, competente per il territorio di Crans-Montana. Tuttavia, il caso ha aperto un possibile fronte amministrativo e diplomatico legato ai rimborsi tra sistemi sanitari.

L’ambasciatore: “Le spese saranno a carico del Cantone”

“Il presidente del Cantone del Vallese Mathias Reynard – ha detto all’Ansa l’ambasciatore italiano a Berna, Gian Lorenzo Cornado – mi ha assicurato che nulla è dovuto dalle famiglie agli ospedali e che le spese sanitarie saranno sostenute in toto dal Cantone del Vallese, ed eventualmente dalla Confederazione svizzera, e che nulla sarà chiesto allo Stato italiano, come del resto avevano annunciato sin dall’inizio”.

 

Published by
Filippo Limoncelli