Fotografa le infiltrazioni a scuola e prende una nota: l’Ufficio scolastico conferma la sanzione (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Ha fotografato una vistosa macchia d’acqua sul soffitto della sua aula e per questo ha ricevuto una nota disciplinare. È accaduto a Pordenone, all’Istituto commerciale Pertini, dove uno studente aveva documentato le infiltrazioni presenti nella classe dopo giorni di pioggia. La vicenda risale allo scorso maggio e ha successivamente suscitato l’interesse della stampa locale.
Secondo la scuola, il ragazzo avrebbe dovuto segnalare il problema seguendo i canali interni, coinvolgendo prima il personale scolastico e poi i responsabili dell’istituto. Le immagini, invece, sono state diffuse all’esterno e sono finite sui giornali. L’Ufficio scolastico regionale del Friuli-Venezia Giulia ha successivamente ritenuto congrua la sanzione.
La famiglia dello studente ha contestato il provvedimento, sostenendo che non ci fossero motivi per punire il ragazzo. Secondo la difesa, inoltre, la fotografia sarebbe stata realizzata utilizzando un tablet in dotazione per motivi didattici e non uno smartphone, il cui utilizzo durante le lezioni è vietato dal regolamento.
Il legale Marco Florit ha inoltre sottolineato che nella fotografia non comparivano persone e che lo studente aveva parlato della situazione anche con i genitori. La famiglia aveva presentato ricorso all’Ufficio scolastico regionale, ma dopo il rigetto ha scelto di non rivolgersi al Tar, anche perché l’anno scolastico era ormai terminato e il ragazzo era stato promosso senza conseguenze sulla valutazione finale.
La vicenda ha aperto anche una discussione sulle modalità con cui devono essere segnalati eventuali problemi di sicurezza all’interno delle scuole. Antonio Sorella, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza dell’istituto, ha sostenuto che la normativa sulla sicurezza dovrebbe avere un ruolo prioritario e che l’episodio avrebbe potuto rappresentare un’occasione per rafforzare tra gli studenti la cultura della prevenzione.
La famiglia ha inoltre contestato le modalità con cui il ragazzo sarebbe stato convocato dopo l’accaduto. Secondo il legale, lo studente sarebbe stato ascoltato da solo davanti ad alcuni insegnanti, senza la presenza dei genitori o di un altro adulto. L’Ufficio scolastico regionale, secondo quanto riportato, non ha invece ritenuto irregolare questa procedura.