Cronaca

Francia sotto shock, trovata morta la piccola Lyhanna: arrestato il padre di una compagna di scuola

Si è conclusa nel modo più tragico la vicenda della scomparsa di Lyhanna, la bambina di 11 anni sparita nel sud-ovest della Francia e ritrovata senza vita dopo sei giorni di intense ricerche. Il corpo della minore è stato scoperto all’interno di un silos agricolo abbandonato nelle campagne del dipartimento del Gers, un ritrovamento che ha profondamente scosso l’opinione pubblica francese.

Il ritrovamento dopo giorni di ricerche

La giovane era scomparsa il 29 maggio scorso, quando non aveva fatto ritorno a casa dopo la scuola. Fin dalle prime ore, i familiari avevano escluso l’ipotesi di un allontanamento volontario, lanciando un appello alle autorità e ai cittadini per contribuire alle ricerche.

Il padre della bambina aveva dichiarato pubblicamente: “Siamo sicuri sia stata rapita, non se ne sarebbe mai andata di sua volontà. Una volta, quando eravamo in ritardo di cinque minuti per andarla a prendere al corso di teatro, l’abbiamo trovata seduta in lacrime ad aspettarci”.

Il corpo rinvenuto nel capannone agricolo indossava abiti compatibili con quelli che Lyhanna portava il giorno della scomparsa, una circostanza che ha rapidamente indirizzato le indagini.

Arrestato il padre di una compagna di classe

Al centro dell’inchiesta c’è Jerome Barella, 41 anni, padre di una compagna di scuola della vittima. Secondo gli investigatori, l’uomo avrebbe prelevato la bambina prima della sua scomparsa. Al momento è stato arrestato con le accuse di sequestro di persona e detenzione illegale.

Gli inquirenti stanno approfondendo ogni aspetto della vicenda e valutano anche la possibilità che la minore possa aver subito violenze prima della morte. Per ora, tuttavia, le autorità mantengono il massimo riserbo sugli esiti degli accertamenti medico-legali e sulle contestazioni che potrebbero essere formalizzate nei confronti dell’indagato.

Un elemento rilevante per le indagini è rappresentato dal fatto che Barella avrebbe lavorato negli ultimi mesi proprio nel luogo in cui è stato trovato il cadavere, conoscendo quindi molto bene l’area.

Polemiche sul passato dell’indagato

Il caso ha acceso un acceso dibattito in tutta la Francia. Secondo quanto emerso, il 41enne sarebbe già comparso negli archivi della gendarmeria dal 2017 e avrebbe ricevuto in passato tre denunce per presunte violenze sessuali su minori. Queste informazioni hanno alimentato numerose polemiche sul funzionamento del sistema giudiziario e sulle misure adottate nei confronti di soggetti già segnalati per reati di particolare gravità.

 

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Filippo Limoncelli