Cronaca

Francia, terza giornata di proteste degli studenti: scontri a Lione, Marsiglia e Strasburgo. Macron convoca il governo. Trump: “Colpa dell’Islam”

La protesta degli studenti francesi arriva al terzo atto con centinaia di migliaia di persone in piazza, nuovi scontri e un bilancio di centinaia di feriti. E, al termine di una giornata segnata dalle tensioni, Emmanuel Macron ha anche convocato in serata all’Eliseo una riunione per fare il punto sulla mobilitazione. Secondo quanto appreso dalla tv BFM dall’entourage del presidente, all’incontro partecipano diversi ministri, tra cui il premier Sébastien Lecornu e il responsabile dell’Education Nationale, Edouard Geffray.

La mobilitazione, iniziata a metà settembre per chiedere maggiori risorse per scuole e università, si è progressivamente allargata, intrecciandosi con il dibattito politico su immigrazione e sicurezza. Sulla vicenda è intervenuto anche Donald Trump, mentre il governo di Sébastien Lecornu denuncia l’escalation della violenza. Secondo il ministero dell’Interno, oggi hanno manifestato 256mila persone in tutta la Francia, di cui 56mila a Parigi. I sindacati forniscono invece una stima quasi doppia: 450mila partecipanti nel Paese, di cui 100mila nella capitale.

I primi tafferugli si sono registrati a Lione, dove gruppi di giovanissimi hanno sfidato la polizia nelle strade intorno a place Guichard. Gli agenti hanno respinto i manifestanti utilizzando lacrimogeni e idranti. A Marsiglia è invece partito un “corteo selvaggio”, non autorizzato, mentre altri incidenti sono stati segnalati a Strasburgo. A Lione, alcuni casseur hanno inoltre lanciato pietre contro un commissariato.

Trump: “È l’Islam che vuole prendere il sopravvento”

Sulla mobilitazione in Francia è intervenuto anche Donald Trump. “Quanto che sta accadendo in Francia è nientemeno che un’immigrazione di massa fuori controllo. Non è una questione di scuole: si tratta dell’Islam che vuole prendere il sopravvento su un Paese un tempo grande”, ha scritto il presidente americano sul suo social Truth.

Sul fronte giudiziario, la Procura di Orléans ha aperto un’inchiesta preliminare per “apologia del terrorismo” e “apologia del terrorismo tramite un servizio di comunicazione” dopo la diffusione di un video girato durante le proteste studentesche. Le immagini mostrano alcuni giovani che, durante il blocco del liceo François-Villon di Beaugency, nel Loiret, intonano un brano rap che fa riferimento ai terroristi islamici Mohamed Merah e Salah Abdeslam.

La canzone è “MRH”, del rapper “BORO700”, pubblicata su YouTube il 21 agosto e vista finora da circa 100mila persone. Il video era stato segnalato alle autorità dall’europarlamentare del Rassemblement National Matthieu Valet.

“Questi canti non hanno nulla a che vedere con le rivendicazioni studentesche. Sono gravi e rappresentano, a mio parere, un’apologia del terrorismo. Vergogna assoluta nel vedere queste immagini nel mio Paese”, ha scritto Valet su X.

Mohamed Merah uccise sette persone, tra cui tre bambini in una scuola ebraica di Tolosa e tre militari a Montauban, nel marzo 2012, prima di essere ucciso dalle forze speciali del Raid. Salah Abdeslam, cittadino francese di origine marocchina, è invece l’unico membro ancora in vita del commando jihadista responsabile degli attentati del 13 novembre 2015 a Parigi e Saint-Denis. Condannato all’ergastolo, è detenuto nel carcere di massima sicurezza di Vendin-le-Vieil.

Licei chiusi

Nel frattempo, il premier Sébastien Lecornu ha riferito all’Assemblea nazionale che dall’inizio delle mobilitazioni sono 215 gli studenti feriti. Il capo del governo ha inoltre parlato di 85 dipendenti dell’Istruzione pubblica feriti, definendo il bilancio “più grave degli ultimi decenni per l’istruzione pubblica in termini di numero di dipendenti pubblici feriti”.

Lecornu ha denunciato una “banalizzazione della violenza” che “non è accettabile” e ha riferito anche di 715 tra gendarmi e poliziotti feriti durante le manifestazioni. Molti di loro, ha aggiunto, avrebbero subito anche insulti e intimidazioni.

Per favorire il confronto all’interno degli istituti, il premier ha quindi annunciato la sospensione delle normali attività didattiche nei licei francesi nel fine settimana. L’obiettivo è consentire ai dirigenti scolastici di organizzare un “momento di democrazia interna” con gli studenti.

“A partire da domani mattina, da giovedì o venerdì, è prevista una completa sospensione delle normali attività didattiche per consentire ai dirigenti scolastici e a ogni preside di dedicare del tempo alla democrazia interna del liceo”, ha spiegato Lecornu all’Assemblea nazionale.

Alle proteste di Strasburgo hanno partecipato anche gli eurodeputati del Movimento 5 Stelle Mario Furore e Gaetano Pedullà. “Siamo scesi in piazza oggi a Strasburgo, in rappresentanza della delegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo, per esprimere solidarietà agli studenti francesi che da giorni protestano contro l’austerity che sta colpendo il loro diritto allo studio”, hanno dichiarato.

“In Francia i tagli del governo Lecornu stanno investendo le università e le scuole di primo e secondo grado: classi pollaio, mancanza di personale, edifici fatiscenti sono fra i principali problemi che denunciano le rappresentanti studentesche”, hanno aggiunto.

“Assistere a una mobilitazione così importante, partecipata e colorata, come quella che sta attraversando oggi la città di Strasburgo, è una emozione che in un periodo buio ci dà speranza nelle future generazioni. I giovani meritano rispetto e una politica che li metta al centro delle sue priorità. La critica e il dissenso, se pacifici, non vanno mai repressi”, hanno concluso Furore e Pedullà.

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Gianluca Pace