Fuga degli atleti, l’Egitto usa il pugno duro: due lottatori nei guai dopo essere spariti all’estero (foto dal web) - Blitz quotidiano
Il governo egiziano ha deciso di adottare una linea durissima contro gli atleti che abbandonano le delegazioni nazionali durante le trasferte all’estero. Il ministero della Gioventù e dello Sport ha infatti trasmesso alla Procura Generale dell’Egitto due casi recenti, chiedendo l’avvio di procedimenti giudiziari. Le autorità parlano di violazioni dei doveri verso lo Stato e di possibili danni economici legati agli investimenti pubblici sostenuti per la preparazione degli sportivi. “Massima severità e tolleranza zero, configurando tali fughe come reati amministrativi e finanziari ai danni dello Stato”, hanno fatto sapere dal governo.
I casi riguardano due giovani lottatori. Mohamed Mustafa Ali El-Shami avrebbe fatto perdere le proprie tracce durante uno scalo all’aeroporto di Roma, mentre la nazionale rientrava in Egitto dopo la partecipazione ai Giochi del Mediterraneo di Taranto. Il suo allenatore avrebbe provato a contattarlo senza successo, accorgendosi poi della sua assenza al momento dell’imbarco. Il secondo episodio riguarda Ziad Haggag, atleta della nazionale giovanile, scomparso durante i Campionati mondiali juniores disputati in Slovacchia. Entrambi sono ora oggetto di un procedimento da parte delle autorità egiziane.
A complicare ulteriormente la vicenda c’è anche il caso del dirigente Ibrahim Adel El-Attar, capo della delegazione di lotta a Roma, sospeso e deferito dal Comitato etico della federazione per “grave negligenza amministrativa”. Secondo le contestazioni, non avrebbe ritirato e custodito i passaporti degli atleti durante la trasferta.
El-Shami ha però deciso di rispondere alle accuse spiegando le ragioni della sua fuga, soprattutto di natura economica. “Le mie ragioni sono principalmente economiche – ha affermato – dal momento che per me in futuro non sarà garantita alcuna stabilità”. Il 23enne ha aggiunto: “Invecchierò e non potrò più chiedere i soldi per vivere a mio papà. Il sostegno economico che riceviamo come atleti è insufficiente per essere autonomi e condurre una vita decente nei prossimi anni. Senza lottare, o anche in caso di un infortunio, non so come potrei fare”. L’atleta ha comunque assicurato di voler continuare a inseguire il sogno olimpico e rappresentare l’Egitto nelle competizioni internazionali.