Garlasco, i dubbi su Marco Poggi e il video intimo di Chiara: “Era agitato”, cosa emerge dalla nuova inchiesta (foto ANSA) - Blitz quotidiano
“Spero che finisca presto, in fretta, perché è un po’ nervoso tuo figlio”. È una frase pronunciata da Rita Preda il 18 ottobre 2007, appena due mesi dopo l’omicidio della figlia Chiara Poggi a Garlasco. La donna stava parlando al telefono con il marito Giuseppe mentre il figlio Marco si trovava a colloquio con il capitano dei carabinieri Gennaro Cassese, all’epoca responsabile delle indagini sul delitto.
Quella conversazione, oggi rientrata negli atti della nuova inchiesta, viene considerata dagli investigatori particolarmente significativa. Rita Preda aggiunge infatti: “Mah, era un po’ agitato, non lo so… forse non vuole…”. Una frase rimasta sospesa e che, secondo gli inquirenti, potrebbe fare riferimento al video intimo che coinvolgeva Chiara Poggi e il fidanzato Alberto Stasi.
Nella nuova ipotesi accusatoria nei confronti di Andrea Sempio, quel filmato viene descritto come elemento di “centralità nella dinamica omicidiaria”. Gli investigatori ritengono infatti che il video possa avere avuto un ruolo decisivo nella ricostruzione del movente.
Già nei giorni precedenti al colloquio del 18 ottobre, il capitano Cassese aveva affrontato l’argomento con Marco Poggi. In quell’occasione il fratello della vittima aveva ammesso di sapere dell’esistenza del filmato, negando però di averne visto il contenuto.
La diffusione della notizia sui media, anticipata anche da Studio Aperto, spinse gli investigatori a convocare nuovamente Marco Poggi per chiarire alcuni aspetti ritenuti poco chiari. Secondo i pubblici ministeri di Pavia, la reazione agitata del giovane e dei genitori dimostrerebbe che in famiglia esistevano dubbi sul fatto che Marco avesse effettivamente visionato il video.
Per gli inquirenti, gli investigatori dell’epoca erano “pienamente consapevoli che Marco Poggi avesse visionato il video in questione”. Una convinzione che oggi assume un peso ancora maggiore all’interno del nuovo fascicolo investigativo.
Durante le sommarie informazioni testimoniali del 18 ottobre 2007, Marco Poggi raccontò come fosse venuto a conoscenza dell’esistenza del video. Secondo il suo racconto, Chiara aveva lasciato acceso il computer di casa con una finestra di Msn Messenger aperta mentre stava scaricando un file inviato da Alberto Stasi.
Marco spiegò di essere entrato nella stanza per usare il computer e di aver notato il download e parte della conversazione tra i due fidanzati. “Uno scambio di messaggi” che gli aveva fatto intuire “che si trattava di un filmato relativo alla loro intimità”.
Il fratello della vittima precisò però di non aver mai visualizzato direttamente il contenuto del file. Una versione che, a distanza di anni, continua a essere al centro di dubbi e verifiche da parte degli investigatori.
Un altro episodio ritenuto importante dagli investigatori riguarda una conversazione avvenuta al cimitero tra Marco Poggi e Alberto Stasi. Durante una visita alla tomba di Chiara, i due si sarebbero momentaneamente allontanati dal resto della famiglia mentre riempivano alcuni innaffiatoi.
In quell’occasione Marco avrebbe chiesto direttamente a Stasi se esistesse davvero un video intimo con la sorella. Alberto Stasi avrebbe confermato “sorridendo”, spiegando che il filmato era stato registrato con una fotocamera digitale e che “le immagini non erano proprio nitide”.
Marco Poggi avrebbe quindi chiesto di poter conservare le immagini della sorella, escludendo però le scene più intime. Stasi avrebbe risposto di non essere capace di eliminare quelle parti e avrebbe promesso di consegnargli il video completo affinché fosse lui stesso a modificarlo. Secondo quanto dichiarato allora da Stasi, il contenuto del filmato sarebbe stato noto soltanto alla coppia.
Le dichiarazioni rese da Marco Poggi nel 2007 contrastano però, secondo gli investigatori, con quanto raccontato negli interrogatori più recenti. Nel maggio 2025 il fratello della vittima ha parlato genericamente di “foto intime” tra Chiara e Alberto Stasi, sostenendo di non avere mai cercato file privati nel computer della sorella. I carabinieri parlano di “evidenti discrasie” tra le vecchie e le nuove testimonianze, ritenendo più attendibile la versione fornita a ridosso dei fatti.
Nel frattempo il video è diventato centrale anche nella nuova indagine su Andrea Sempio, amico storico di Marco Poggi. Secondo l’ipotesi accusatoria, Sempio avrebbe visto il materiale intimo e da quel momento avrebbe sviluppato un interesse ossessivo nei confronti di Chiara Poggi.
Gli investigatori sostengono che il rifiuto delle sue presunte avances avrebbe provocato “un effetto domino” culminato nell’aggressione mortale della ragazza. Sempre secondo l’accusa, Marco Poggi avrebbe continuato negli anni a “modificare il contenuto delle testimonianze”, assumendo una posizione considerata dagli inquirenti come una sorta di “costante difesa d’ufficio” dell’amico Andrea Sempio.