Cronaca

Garlasco, per i pm nell’intercettazione del 2017 Andrea Sempio avrebbe svelato l’ora del delitto: “È successo qualcosa alle 9,30”

Dalla rilettura di un’intercettazione ambientale del 2017 la Procura di Pavia, nelle nuove indagini sul delitto di Garlasco chiuse nei giorni scorsi, arriva a sostenere anche che Andrea Sempio, in uno dei suoi soliloqui, “sembra riferirsi all’orario in cui si sarebbe presentato a casa della vittima il giorno dell’omicidio”.  Nelle trascrizioni dell’audio dell’8 febbraio 2017 si legge che il 38enne dice: “È successo qualcosa quel giorno (…) era sempre lì a casa (…) però ca**o (…) alle nove e mezza”. Questo l’audio completo trascritto dalla Procura: “È successo qualcosa quel giorno … inc (ossia incomprensibile, ndr) … era sempre lì a casa … inc … io non so se lei ha detto che lavorava … inc … però cazzo, oh … inc … alle nove e mezza (9.30) a casa… inc”. Per l’aggiunto Stefano Civardi e le pm Valentina De Stefano e Giuliana Rizza, che citano anche altri indizi, “l’indagato sembra riferirsi all’orario in cui si sarebbe presentato a casa della vittima il giorno dell’omicidio”.

Andrea Sempio (foto Ansa) – Blitz Quotidiano

Gli inquirenti scrivono che, in base alla ricostruzione basata sulla nuova consulenza medico legale che è stata fatta, appare “del tutto irragionevole che possa essere stata uccisa da chi alle 9.35 era a casa propria davanti al proprio computer”, ossia Alberto Stasi, che si trovava “a 1,7 chilometri di distanza dalla vittima”. Stasi sarebbe quindi totalmente estraneo all’omicidio secondo i pm, proprio perché aveva “un alibi”.  Sempio invece, sulla base di quell’intercettazione, sarebbe entrato nella casa verso le 9.30 e alle 9.58 avrebbe telefonato all’amico Mattia Capra. La conferma della telefonata è arrivata dai tabulati. Per i pm poi, la serata precedente all’omicidio “è del tutto incompatibile con qualsivoglia evento drammatico” tra Chiara Poggi e Alberto Stasi.

Per la difesa di Stasi, la condanna è stata “disintegrata. Tante nuove prove su innocenza”

La Procura di Pavia, “mediante un’imponente ed articolata attività investigativa, ha letteralmente disintegrato la sentenza di condanna di Alberto Stasi, evidenziando una serie lunghissima di nuovi elementi di prova che dimostrano l’assoluta innocenza”. Ad affermarlo sono gli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis, spiegando anche che è emerso un “quadro”, che “coinvolge numerosi soggetti”, “spaventoso e gravissimo, avendo fortemente inciso, tra l’altro, sul diritto di Stasi di dimostrare prima la propria innocenza”. Quadro che sarà “oggetto di separata valutazione”. La difesa ora lavora “per accelerare i tempi della revisione”.

In una nota, diffusa dopo una prima valutazione in questi giorni degli atti depositati con la chiusura della nuova inchiesta su Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi, la difesa di Stasi scrive che “la Procura della Repubblica di Pavia, mediante un’imponente ed articolata attività investigativa, ha letteralmente disintegrato la sentenza di condanna di Alberto Stasi, evidenziando una serie lunghissima di nuovi elementi di prova che dimostrano l’assoluta innocenza dello stesso”.

“Peraltro – si legge ancora – il quadro di contesto, che coinvolge numerosi soggetti e che emerge dagli atti di indagine, risulta spaventoso e gravissimo, avendo fortemente inciso, tra l’altro, sul diritto di Stasi di dimostrare prima la propria innocenza”. E ancora: “Tutte le dichiarazioni assunte e gli accertamenti svolti dall’Autorita Giudiziaria, sotto questi ulteriori profili, saranno oggetto di separata valutazione”.    “La difesa – concludono i legali – è adesso al lavoro per accelerare i tempi della revisione, alla luce di quanto emerso e degli elementi evidenziati a supporto dalla Procura della Repubblica”.

Per il legale dei Poggi, i pm si sono accaniti per sconfessare la condanna di Stasi

Di diverso avviso ovviamente il legale della famiglia Poggi Gian Luigi Tizzoni che ha commentato così gli atti depositati dai pm pavesi nell’ambito dell’indagine, chiusa da poco, a carico di Andrea Sempio: “La Procura di Pavia si è accanita nel cercare di sconfessare quanto già stabilito nelle aule di giustizia” con la condanna definitiva di Alberto Stasi, accusato di aver ucciso l’allora fidanzata Chiara Poggi. E lo avrebbe fatto “ribadisco, anche in maniera abbastanza deludente perché quello che leggo è un lavoro che può sembrare mastodontico ma che non va a colpire i punti centrali della vicenda”.
I genitori di Chiara Poggi, ha proseguito il legale, “sono particolarmente dispiaciuti e demoralizzati nell’aver visto come questa inchiesta è stata unidirezionale, volta sostanzialmente a sconfessare la responsabilità di Stasi che è stata accertata” dalla corte d’appello di Milano e “confermata più volte sia in Cassazione che alla Corte europea dei diritti dell’uomo”.
L’avvocato Tizzoni inoltre ha ricordato che “la casa dei Poggi è sempre stata messa a disposizione” e che “magari in quell’occasione” gli investigatori “hanno anche messo le famose cimici di cui abbiamo avuto riscontro. La collaborazione è sempre stata massima e doverosa”. Il legale poi parla di quanto scritto nella relazione dei carabinieri di Milano che puntano il dito contro una presunta “commistione” tra i famigliari di Chiara e Marco Poggi e quelli di Andrea Sempio: “Se delle famiglie si conoscono, continuano a conoscersi e continueranno a conoscersi. Qui tutte le volte ci si dimentica che sono persone che vivono in un piccolo paese, – ha affermato Tizzoni, che si trovava in Tribunale a Milano per una udienza – che avevano delle frequentazioni anche contingenti, non mi risulta che si siano frequentati durante quest’indagine”. “Abbiamo sempre avuto interlocuzioni chiare e trasparenti – ha ripetuto l’avvocato – con tutte le autorità giudiziarie, inclusa la Procura di Pavia alla quale, quando ci è stato detto di fornire della documentazione, abbiamo prontamente risposto”.
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Lorenzo Briotti