Gemelline neonate chiuse nella borsa della spesa, una morta. Madre e nonna condannate (Foto Ansa) - Blitz Quotidiano
Era accusata di aver ucciso una delle sue due gemelline nate premature, chiudendole in un borsone della spesa, con l’aiuto della mamma. Per questo madre e figlia sono state condannate ieri in Francia a dieci e sei anni di carcere. Il pubblico ministero della corte d’assise di Digione (Cote d’Or), aveva chiesto fino a 15 anni per le imputate, che “hanno fatto di tutto per impedire alle neonate di respirare”, causando la morte di una delle due. Per il procuratore: “volevano uccidere” e per questo era giusto parlare di omicidio e tentato omicidio. La giuria ha riconosciuto la circostanza attenuante per la madre ventenne di aver avuto “comprovato timore della reazione del padre adottivo”, che aveva rigidi principi religiosi.
I fatti risalgono al maggio del 2020. Il parto, prematuro, sarebbe avvenuto di nascosto al padre adottivo della partorient. La nonna delle neonate avrebbe detto alla figlia: “Credo che dovremmo sbarazzarci delle bambine”, per “vergogna” e “paura di perdere il suo compagno”, un uomo severo e violento, che anche la figlia temeva. Poi la stessa avrebbe messo le due piccole fasciate dentro una borsa, a sua volta inserita in un sacchetto di plastica, “in modo che non potessero respirare”. I vigili del fuoco in quell’occasione erano stati chiamati solo un’ora dopo il parto. A loro era stato riferito di un aborto spontaneo e non dello stato di salute precario delle neonate. Un’ostetrica aveva anche riferito di aver avuto difficoltà a tirarle fuori dal sacchetto.