Cronaca

Ghali e la polemica sulla cerimonia d’apertura delle Olimpiadi: “So perché non potrò cantare l’inno d’Italia”

Alla vigilia della cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina, Ghali rompe il silenzio e affida ai social un messaggio carico di significati. Il rapper milanese di origini tunisine pubblica su Instagram un testo dattilografato, in italiano, arabo e inglese, con cui dà appuntamento ai suoi follower: “A domani”. Parole che arrivano dopo settimane di polemiche seguite all’annuncio della sua esibizione olimpica, contestata dalla Lega e dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane per le posizioni espresse dall’artista a Sanremo 2024 sulla guerra a Gaza.

Nel suo messaggio Ghali scrive: “So quando una voce viene accettata. So quando viene corretta. So quando diventa di troppo. So perché vogliono uno come me – scrive -. So anche perché non mi vorrebbero. So perché mi hanno invitato. So anche perché non ho più potuto cantare l’inno d’Italia. So perché mi hanno proposto di recitare una poesia sulla pace. So che poteva contenere più di una lingua. So che una lingua, quella araba, all’ultimo era di troppo. So che un mio pensiero non può essere espresso. So anche che un mio silenzio fa rumore. So che è tutto un Gran Teatro”, conclude, richiamando il nome del suo tour.

Le reazioni politiche e i limiti del palco olimpico

A chiarire la posizione del governo era stato nelle scorse settimane il ministro dello Sport Andrea Abodi, che aveva sottolineato come “Non esprimerà il suo pensiero sul palco”, precisando che “le posizioni politiche di ognuno – aveva aggiunto – non sono previste” e che “la cerimonia di inaugurazione risponde a presupposti di valori olimpici”. Dichiarazioni che avevano contribuito ad alimentare il dibattito sul confine tra espressione artistica, libertà personale e neutralità delle Olimpiadi.

Ghali e la polemica sulla cerimonia d’apertura delle Olimpiadi: “So perché non potrò cantare l’inno d’Italia” (foto ANSA) – Blitz quotidiano

I simboli della cerimonia e le attese per l’accensione del braciere

Intanto crescono le attese per la cerimonia inaugurale, che sarà ricca di simboli e novità. Tra le ipotesi più accreditate per l’accensione del braciere a Milano figura la coppia Alberto Tomba–Deborah Compagnoni, mentre a Cortina potrebbero essere scelti Sofia Goggia e Gustavo Thoeni. La scelta del doppio braciere rappresenta una novità assoluta, così come l’alzabandiera affidato per la prima volta al Reggimento Corazzieri in uniforme di Gran Gala.

A San Siro, la Guardia d’Onore del Presidente della Repubblica si schiererà sul palco, mentre a Cortina d’Ampezzo la bandiera italiana verrà issata da tre carabiniere donne in grande uniforme storica. Un insieme di simboli che accompagnerà una cerimonia destinata a far discutere, tra sport, rappresentazione e significati che vanno oltre il palco.

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Filippo Limoncelli