Giallo nel laboratorio della peste, gli Usa chiedono risposte a Mosca dopo la morte della ricercatrice (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Gli Stati Uniti aumentano la pressione sulla Russia dopo la morte di una ricercatrice in un laboratorio siberiano specializzato nello studio della peste e le successive misure di quarantena. Il Dipartimento di Stato americano ha inviato a Mosca una comunicazione diplomatica formale, chiedendo il rispetto degli obblighi internazionali sulla comunicazione delle emergenze sanitarie. Secondo quanto riferito dal Wall Street Journal, Washington ritiene insufficienti le informazioni fornite finora dalle autorità russe.
La donna, identificata dai media locali come Daria Shipilova, è morta il 2 ottobre dopo aver sviluppato una grave polmonite. Le autorità russe hanno parlato di una polmonite di origine sconosciuta e hanno negato finora collegamenti accertati tra il decesso e l’attività della ricercatrice nel laboratorio anti-peste di Irkutsk. Circa 200 persone entrate in contatto con lei sono state sottoposte a osservazione o quarantena. Non sono stati finora confermati casi di peste tra i contatti.
La mancanza di informazioni dettagliate ha alimentato interrogativi sull’origine della malattia e sulle misure adottate per evitare eventuali contagi. Il segretario di Stato Marco Rubio ha chiesto alla Russia maggiore trasparenza, sottolineando che gli Stati Uniti non dispongono ancora di elementi sufficienti per valutare la gravità della situazione. Anche il presidente Donald Trump ha dichiarato di voler discutere la questione con Vladimir Putin.
Al centro della disputa ci sono anche gli obblighi previsti dal Regolamento Sanitario Internazionale del 2005. L’accordo stabilisce che gli Stati debbano informare l’Organizzazione mondiale della sanità entro 24 ore nel caso di eventi potenzialmente in grado di trasformarsi in un’emergenza sanitaria internazionale, fornendo anche aggiornamenti sui risultati degli esami e sulle misure di contenimento adottate.