Guglielmo Gatti, che ammazzò gli zii nel 2005, è morto 3 anni fa in carcere. Nemmeno il suo avvocato lo sapeva (foto Ansa-Blitzquotidiano)
Per quasi tre anni nessuno lo ha saputo. Guglielmo Gatti, l’uomo condannato all’ergastolo per uno dei più efferati delitti della storia bresciana, è morto in carcere.
Tre anni fa appunto. È successo il 15 giugno 2023, a Opera, dove stava scontando l’ergastolo per il duplice omicidio degli zii Aldo Donegani e Luisa De Leo, uccisi nell’estate del 2005. Furono fatti a pezzi, resti vennero ritrovati tra la vegetazione ne dirupi tra il Passo Vivione e il lago di Iseo.
Del suo decesso è venuto a conoscenza il Giornale di Brescia che aveva chiesto un’intervista televisiva a Gatti. Risposta dal carcere: “È morto”. Spiazzato anche il suo storico avvocato, Luca Broli: “Non ne sapevo nulla. Voglio capire”.
Gatti aveva 58 anni, non si conosce ancora la causa di morte. Era detenuto a Opera dal 2007. Risulta sepolto a Milano, al Cimitero Maggiore, in un campo comune senza lapide. Da agosto 2025 avrebbe potuto accedere alla semilibertà. Ma era già morto.