I droni russi hanno spiato i siti nucleari in Europa per 18 mesi (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
La Russia ha organizzato una campagna di sorveglianza usando droni lanciati da navi della sua “flotta ombra” per 18 mesi prendendo di mira siti nucleari di Regno Unito, Francia, Belgio e Paesi Bassi. Lo rivela uno studio dell’International Institute of Strategic Studies (Iiss) di Londra condotto su 144 incidenti in oltre dieci Paesi dalla fine del 2024. L’intelligence russa avrebbe operato con “sostanziale impunità”, concludono i ricercatori, lasciando le autorità in tutta Europa impreparate e disorientate.
La base della Raf di Lakenheath nel Suffolk, un’installazione militare britannica che ospita ordigni nucleari Usa, e la base dei sottomarini nucleari francesi a ×le Longue in Bretagna figurano tra i siti presi di mira da droni disarmati che si ritiene siano stati lanciati dal mare. I velivoli senza pilota potrebbero essere stati pilotati dalla petroliera Seasons 1 nel Mare del Nord, al largo dell’Essex, o dalla Hav Dolphin, un mercantile che nel periodo preso in esame dall’Iiss navigava vicino alle coste dell’Inghilterra orientale. Quest’ultima nave sarebbe coinvolta anche negli avvistamenti di droni presso una base sottomarina nella Germania settentrionale.
Tutto questo ha rappresentato “una serie di successi tattici per il Cremlino” e “un fallimento strategico delle difese” della Nato, progettate per far fronte a minacce militari convenzionali anziché a droni a basso costo, che volano a bassa quota e di dimensioni relativamente ridotte, ha affermato Charlie Edwards dell’Iiss. Si ritiene che le motivazioni russe siano un mix di sorveglianza nucleare, ricognizione generale, mappatura della logistica militare e delle catene di approvvigionamento, oltre a “logoramento economico e guerra psicologica”.