I genitori di Daniela, giovane trans suicida, avevano il diritto di seppellirla come Daniele? Un processo in Spagna (foto Ansa-Blitzquotidiano)
Un procedimento penale in Spagna è destinato a far discutere anche e soprattutto fuori dai tribunali. Riguarda il caso di Daniela, una giovane trans suicida (ad appena 21 anni): giunto il momento della tumulazione, i genitori hanno deciso di corredare la tomba con la foto e il nome precedenti alla transizione di genere e al relativo aggiornamento anagrafico. Daniela è stata seppellita come Daniele.
I fatti risalgono al 5 anni fa, il caso è stato sollevato da un’amica di Daniela aiutata dell’associazione in difesa dei diritti trans Euforia Familias Trans-Aliadas.
Un giudice di Alicante ne ha accolto l’istanza e ha deciso di aprire un procedimento per presunto crimine d’odio nei confronti della madre e del padre. Una prima volta: il reato si configurerebbe anche dopo il decesso della presunta vittima, la lesione post mortem della dignità di una persona trans.
La vicenda della sfortunata giovane inizia con l’adozione da parte della famiglia spagnola di Daniele, allora ragazzino di 10 anni di origine cilena. La famiglia non ha apprezzato disagio e rifiuto di Daniele a vestire panni maschili, è stato sottoposto anche anche a un percorso di conversione. Fino a quando, ormai maggiorenne, ha lasciato Alicante per trasferirsi a Madrid per completare la transizione. Solitudine e