Cronaca

I pescatori francesi in rivolta contro il caro-carburante, bloccato deposito petrolifero nel sud del Paese

I pescatori francesi protestano contro il caro-carburante. Un centinaio di lavoratori ha bloccato stamattina l’accesso a un deposito petrolifero di Frontingnan, nel dipartimento di Hérault, nel sud della Francia, nel terzo giorno di mobilitazioni contro l’aumento dei prezzi del carburante e il peggioramento delle condizioni di lavoro.

“Obiettivo di questa azione è fare in modo che il movimento possa protrarsi fino a quando verremo ricevuti” dalla ministra della Pesca Catherine Chabaud, ha dichiarato all’agenzia France Presse un rappresentante dei pescatori, Ange Natoli. Secondo gli addetti di categoria, un incontro con la ministra è previsto per domani mattina. A otto mesi dalle elezioni presidenziali del 2027, si teme un possibile ritorno dei gilet gialli. Sui social network viene avanzata l’ipotesi di una protesta il 17 ottobre.

“Vogliamo mostrare che non molliamo la pressione. E a seconda di quanto verrà detto domani, decideremo sul seguito della protesta”, ha aggiunto. Già ieri, dei pescatori francese hanno bloccato per diverse ore un deposito petrolifero a Fos-sur-Mer, vicino Marsiglia, fino all’intervento delle forze dell’ordine Crs. I pescatori dispiegavano striscioni con slogan come ‘L’Europa ci uccide’, ‘L’Ue affonda le nostre barche e Parigi sta a guardare’. Già ieri, nel porto di Sète, alcuni manifestanti hanno impedito la partenza di un traghetto di Corsica Ferries. In assenza di “progressi significativi”, dopo l’incontro con la ministra, “non penso che il movimento si fermerà”, mette in guardia Natoli. aggiungendo che “non possiamo lavorare in perdita”.

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Silvia Di Pasquale