Cronaca

Il detenuto che ha percepito il Reddito di cittadinanza in carcere, per il giudice non c’è stata frode ecco perché

Un uomo detenuto nel carcere di Ivrea ha percepito il Reddito di cittadinanza mentre stava scontando la pena per una somma totale di 4mila euro. L’uomo aveva fatto domanda per ottenerlo durante un permesso premio ed aveva allegato anche la documentazione che attestava il suo stato di detenzione. Gli operatori del caf a cui si era rivolto avevano lavorato la pratica non sapendo che non avrebbe potuto recepirlo e il detenuto aveva ottenuto il sussidio beccandosi una denuncia da cui ora è stato assolto.

Reddito di cittadinanza mentre è in carcere, il giudice gli ha dato ragione

Il Secolo XIX e La Stampa hanno ricostruito la vicenda. Dopo alcuni mesi dall’accoglimento della domanda, Inps e Guardia di finanza avevano riscontrato che il detenuto stava ottenendo il Reddito di cittadinanza. Per questo era stato avvisato del procedimento penale a suo carico e gli era stata inviata la richiesta di restituzione delle somme percepite.

L’uomo si è difeso sostenendo di aver presentato la domanda per il sussidio perché altri detenuti lo avevano fatto. Il detenuto aveva anche spiegato di non aver mentito sulla sua situazione nelle carte che aveva inviato al caf. Il giudice chiamato a pronunciarsi sulla vicenda gli ha dato ragione per via dell’imperizia del caf che avrebbe dovuto vigilare. Non c’è stato alcun inganno, ha stabilito il giudice, dato che l’uomo aveva dichiarato il suo stato.

Il Decreto Legislativo che ha approvato il Reddito di cittadinanza esclude esplicitamente le persone sottoposte a detenzione. Malgrado questo però, il personale del caf di Cairo Montenotte in provincia di Savona aveva mandato avanti lo stesso la pratica. Nella domanda era addirittura stato allegato il documento di riconoscimento rilasciato dall’istituto penitenziario in sostituzione della carta d’identità.

Il detenuto che ha percepito il Reddito di cittadinanza in carcere, per il giudice non c’è stata frode ecco perché (foto Ansa) – Blitz Quotidiano

Per il giudice il detenuto non ha nascosto le informazioni

La domanda era stata presentata in maniera chiara non nascondendo alcuna informazione. Per questa ragione il  giudice non ha ritenuto il detenuto colpevole dell’indebita appropriazione del Reddito dato che a sbagliare era stato il personale del caf, mancando così il fondamento stesso della frode.

 

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Lorenzo Briotti