Cronaca

Il serial killer dell’Erasmus in Messico: 4 studentesse uccise nella stessa città universitaria

E’ terribile dirlo, ma forse nel Paese in cui vengono commessi 11 femminicidi al giorno si è giunti a un certo grado di rassegnazione: non si spiega altrimenti l’incredibile storia di 4 ragazze venute dall’estero a studiare in Messico uccise nel volgere di poco tempo nei pressi della stessa università.

Studiavano all’Università Autonoma di Cuernavaca

4 ragazze che facevano parte di una specie di Erasmus extra Ue: l’ultima, una giovane spagnola, si chiamava Claudia Tacoronte Aguilera. Un uomo, che finalmente è stato arrestato, ha provato a rubargli lo smartphone in mezzo alla strada prima di inseguirla fin dentro al Centro culturale della cittadina di Cuautla e finirla con una serie di coltellate allo stomaco.

Il serial killer dell’Erasmus in Messico: 4 studentesse uccise nella stessa città universitaria (foto Ansa-Blitzquotidiano)

Insieme alle altre tre ragazze Claudia studiava all’Università Autonoma di Cuernavaca, capitale dello Stato di Morelos, uno dei più violenti del Messico, uno stato dove la violenza è diventata endemica e a farne le spese sono in particolare le donne.

Il Corriere della Sera riferisce del grido di dolore e indignazione della sorella di Claudia. “Non è giusto. Mia sorella aveva 21 anni, studiava educazione infantile a Granada. Tre settimane fa è andata in Messico, per un periodo accademico all’estero… Un uomo l’ha inseguita e l’ha accoltellata allo stomaco, non una, ma più volte, senza motivo… E ora è là fuori, libero… Quando è partita dalla Spagna, non sapeva che altre ragazze di quell’università erano state uccise”.

Acciuffato l’assassino, Francisco Javier, alias El Trompas

Ora l’assassino, Francisco Javier, alias El Trompas, è stato acciuffato. Ma il lavoro da fare in Messico assomiglia ancora a una montagna da scalare.

“Né lo Stato né i governi… hanno mai affrontato la situazione all’altezza delle proprie responsabilità. La macchina di sterminio nell’oblio ha proseguito la sua marcia, inarrestabile”: sono le parole, un manifesto di disperazione, del giornalista e scrittore Sergio González Rodríguez in Ossa nel deserto, un libro che passa in rassegna con raccapricciante fedeltà la scia sanguinosa e infinita degli omicidi a Ciudad Juarez, il racconto di uno sterminio in corso d’opera.

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Amedeo Vinciguerra