"Israele e Usa violano i diritti dell'infanzia", i professori di pediatria italiani si oppongono al conflitto in Medio Oriente (Foto Ansa) - Blitz Quotidiano
È un grido di allarme quello che arriva dai professori ordinari di pediatria italiani, che si scagliano contro la guerra in atto in Medio Oriente. “Il nostro ruolo di medici dell’infanzia ci impone di prendere posizione di fronte a una tragedia umanitaria che colpisce in modo inaccettabile i bambini”. In un comunicato, i docenti criticano le operazioni militari condotte dal governo israeliano, “sostenute politicamente e militarmente dagli Stati Uniti”, colpevoli di produrre “effetti devastanti sulla popolazione civile”.
A fare le spese del conflitto in Medio Oriente sono soprattutto i più piccoli. “Le evidenze parlano di un numero altissimo di vittime in età pediatrica, di ospedali colpiti, di sistemi sanitari messi in ginocchio”, una “violazione sistemica dei diritti dell’infanzia e del diritto internazionale”. In quanto “testimoni della vulnerabilità e del valore assoluto della vita dei bambini”, gli ordinari affermano che “rendere inaccessibili le cure mediche, impedire l’arrivo di aiuti essenziali, esporre i bambini a fame, sete e traumi estremi rappresenta una responsabilità ingiustificabile”. Ritenendo “inaccettabile” ogni narrazione che “normalizzi la distruzione di vite infantili”, i professori chiedono un “cessate il fuoco immediato, la piena protezione dei civili e il ripristino immediato dell’accesso alle cure, all’acqua e ai beni essenziali”.